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QUESTO SITO STA CON IL PAPA

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Visualizzazione post con etichetta Arciconfraternita di S. Stefano. Mostra tutti i post
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mercoledì 7 maggio 2014

18 aprile 2014 - Ricordi della mia "uscita a forcella" sotto Cristo Morto



"Tanto tuonò che piovve" si dice, ed infatti dopo nove anni la sorte mi ha favorito dandomi la possibilità di essere portatore di Cristo Morto nel tratto dell'uscita.
Esperienza indimenticabile quest'anno, quindi, sotto la Sacra Immagine di Cristo Morto ... è bellissimo portare Cristo Morto col cappuccio calato sul volto e avere il contatto con l'esterno solo a mezzo dei due fori in corrispondenza degli occhi ... si è un tutt'uno con quella statua ... solo tu e Lui ... in un vortice di emozioni che solo pochi possono capire; il mondo esterno non esiste più ... si è da soli con Lui e basta.
Una esperienza così "forte" che da sola basta a darti la carica per affrontare un altro anno della tua vita.

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata a la mia carriera di portatore di CRISTO MORTO ho pubblicato un


di questi momenti eccezionali.


- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
- Foto a cura di "Valentina Fotografia - Molfetta".

domenica 16 giugno 2013

29 marzo 2013 - La processione dei Misteri a Molfetta nelle foto di Melania Maldera

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione FOTO dell'Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato il bellissimo



realizzato dalla giovanissima signorina Melania Maldera, sulla 
  


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Melania Maldera.

martedì 2 aprile 2013

Molfetta - La processione dei Misteri 2013 negli scatti di Antonio de Feo

Nella sezione Foto dell'Arciconfraternita di S. Stefano del sito La mia Settimana Santa ho pubblicato il 


realizzato da Antonio de Feo, sulla processione dei Misteri di Molfetta del 29 marzo 2013.


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Antonio de Feo.

domenica 8 aprile 2012

6 aprile 2012 - La processione dei Misteri nelle foto di Lubiana Stanzione

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione FOTO della Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato il


sulla Processione dei Misteri del 6 aprile 2012, realizzato da mia figlia Lubiana
.



* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Lubiana Stanzione.

sabato 7 aprile 2012

Consummatum est

Con l' immagine del mio "camice" dell' Arciconfraternita di S. Stefano, giacente sul divano del salotto di casa mia dopo la ritirata della nostra bellissima processione dei Cinque Misteri ... si conclude la "mia" Settimana Santa ...



CONSUMMATUM EST

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Lubiana Stanzione.

sabato 3 marzo 2012

La "frasca" di Cristo all' Orto (2^ parte)

Come anticipato nella prima parte del 19 febbraio 2012, si da seguito al resoconto sul rituale della cosiddetta "frasca" di Cristo all' Orto, proponendo le sole immagini di quanto accade all' interno della Chiesa di S. Stefano quando la Confraternita di Maria SS. Assunta arriva con i rami di ulivo raccolti al mattino.
Tali immagini seguono immediatamente quelle precedentemente pubblicate nella sezione FOTO dell' Arciconfraternita di S. Stefano del sito La mia Settimana Santa.
Qualsiasi altro commento è inutile: le foto parlano da sole.



(cliccare per vedere il reportage completo)




* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

domenica 19 febbraio 2012

La "frasca" di Cristo all' Orto (1^ parte)

Un rituale del periodo Quaresimale che si può in un certo senso definire “nascosto”, nel senso di poco conosciuto, o quanto meno riservato ai soli “addetti ai lavori”, è sicuramente quello compiuto dalla Confraternita di Maria SS. Assunta a cui, nella processione dei Misteri del Venerdì Santo, è affidata la statua di Cristo all’Orto.
La Confraternita, storicamente costituita in prevalenza da persone dedite all’agricoltura, si è da sempre accollata l’incarico di fornire all’Arciconfraternita di S. Stefano, organizzatrice della processione, i rami di ulivo con cui adornare l’alberello sotto il quale il Cristo, genuflesso in preghiera, viene portato in processione.
L’ insieme di questi rami è quello che nel gergario della Settimana Santa molfettese viene definito come “la frasca” di Cristo all’Orto.
La coltivazione, la raccolta e l’allestimento di questa “frasca” costituiscono le fasi di un rituale che, come si diceva inizialmente, è sconosciuto anche alla gran parte dei tradizionalisti più assidui a tutte le manifestazioni di questo particolare periodo dell’anno.
La prima fase inizia molti mesi prima, durante il periodo della raccolta delle olive, ed è quella della individuazione di quei rami che dovranno essere particolarmente curati e preservati durante tutto il periodo tra ottobre e febbraio-marzo, comunque fino al Venerdì Santo, in maniera da consentire di poter portare in processione una “frasca” ancora carica di frutti, nonostante il fuori stagione. Ciò si ottiene ricoprendo con un telo o un sacco i rami ritenuti idonei, in modo da poter resistere ai rigori ed alle gelate del periodo invernale.
La seconda fase è quella che si compie durante l’ ultima domenica di carnevale, ossia tre giorni prima delle Ceneri e cinque prima del Venerdì di Quaresima in cui nella Chiesa di S. Stefano viene ricordata, con una solenne celebrazione religiosa, l’Orazione di Gesù nell’Orto del Getsemani, esponendo la relativa statua.




Di buon’ora i confratelli dell’Assunta, con l’Amministrazione “pro tempore” in testa, si recano in alcune località campestri in cui vi sono alberi che già da diversi mesi sono stati selezionati e curati, affinchè possano ancora avere rami carichi di olive in pieno inverno. Dopo un accurato controllo di quei rami che meglio di altri possano degnamente figurare sull’alberello di Cristo all’Orto, alcuni di questi vengono tagliati e trasportati presso la sede della Confraternita, annessa alla Chiesa di S. Gennaro.
Qui avviene una ulteriore cernita dei rami migliori che vengono riuniti a formare la chioma di un piccolo albero di ulivo; ciò fatto, non resta che attendere il pomeriggio per portarli presso la Chiesa di S. Stefano dove si compirà la terza fase del singolare rituale.
Nel primissimo pomeriggio quindi, i confratelli portano quasi trionfalmente “la frasca” dalla loro sede a S. Stefano, percorrendo a piedi tutta via Domenico Picca.
Ciò che avviene successivamente in S. Stefano costituirà il seguito, tra un paio di settimane, di quanto ora riportato perchè, essendo da poco state restaurate le statue dei cinque Misteri, e non ancora presentate al pubblico, cosa che avverrà nei giorni 3 e 4 marzo prossimi, non mi sembra corretto nei confronti dell’Arciconfraternita di S. Stefano della quale mi onoro di essere confratello, proporre foto in cui le Sacre Immagini appaiono in quello che banalmente si potrebbe definire “il nuovo loock”.


(cliccare per vedere il reportage completo)

N. B. - Quanto in ultimo descritto si ripete in altre due occasioni: al termine dell'allestimento del cosiddetto "Sepolcro, quando cioè tra il Mercoledì ed il Giovedì Santo vengono esposti i Cinque Misteri, e il mattino del Venerdì Santo, allorquando verso le ore 2.00 viene portata in S. Stefano la "frasca" che dopo poche ore andrà in processione.

* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

giovedì 2 giugno 2011

La processione dei Misteri di Molfetta nelle foto di Pasquale Magarelli

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell' Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato il


dell' amico Pasquale Magarelli, realizzato il 22 aprile 2011 in occasione della processione dei Misteri di Molfetta.

* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura di Pasquale Magarelli.

domenica 8 maggio 2011

La processione dei Misteri di Molfetta nelle foto di Onofrio Giovine

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell' Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato il


del mio amico Onofrio Giovine, realizzato il 22 aprile 2011 in occasione della processione dei Misteri di Molfetta.

* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura di Antonio Giovine.

venerdì 6 maggio 2011

La processione dei Misteri di Molfetta nelle foto di Francesco De Nicolo e Maria Cristina Roselli

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell' Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato il


degli amici terlizzesi Francesco De Nicolo e Maria Cristina Roselli, realizzato il 22 aprile 2011 in occasione della processione dei Misteri di Molfetta.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Francesco De Nicolo.

venerdì 29 aprile 2011

La processione dei Misteri di Molfetta nelle foto di Nicola Pansini

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell' Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato il terzo ed ultimo pregevolisimo


del fotoamatore Nicola Pansini, realizzato il 22 aprile 2011 in occasione della processione dei Misteri di Molfetta.

* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura di Nicola Pansini.

lunedì 25 aprile 2011

La processione dei Misteri di Molfetta nelle foto di Vincenzo Rana

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell' Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato il


del mio carissimo amico Vincenzo Rana, realizzato il 22 aprile 2011 in occasione della processione dei Misteri di Molfetta.

* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura di Vincenzo Rana.

La processione dei Misteri di Molfetta nelle foto di Lubiana Stanzione

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell' Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato il

di mia figlia Lubiana, realizzato il 22 aprile 2011 in occasione della processione dei Misteri di Molfetta.

* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura di Lubiana Stanzione.

venerdì 18 marzo 2011

Chiesa di S. Stefano - 2° Venerdì di Quaresima Gesù alla colonna

Questa sera nella Chiesa di S. Stefano, a cura della venerabile omonima Arciconfraternita, si è svolta la funzione del 2° Venerdì di Quaresima, dedicato alla contemplazione del Mistero di Gesù flagellato.
Ulteriori informazioni sul 2° Venerdì di Quaresima è possibile trovarle sul sito La mia Settimana Santa nella sezione dedicata alle Funzioni Religiose e Riti dell' Arciconfraternita di S. Stefano.
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* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.

venerdì 11 marzo 2011

Chiesa di S. Stefano - 1° Venerdì di Quaresima Gesù nell' orto

Come secondo tradizione, questa sera nella Chiesa di S. Stefano, a cura della venerabile omonima Arciconfraternita, si è svolta la funzione del 1° Venerdì di Quaresima, dedicato alla contemplazione del Mistero di Gesù che prega nell' orto degli ulivi.
A questa celebrazione seguiranno altre quattro, in ognuna delle quali verranno contemplati gli altri Misteri che escono in processione il Venerdì Santo.
Ulteriori informazioni sul Rito dei cinque Venerdì di Quaresima è possibile trovarle sul sito La mia Settimana Santa nella sezione dedicata alle Funzioni Religiose e Riti dell' Arciconfraternita di S. Stefano.
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* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.

martedì 8 marzo 2011

Arciconfraternita di S. Stefano - Donazione di sangue e Programma Quaresimale 2011

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Anche quest' anno l' Arciconfraternita di S. Stefano, fedele ai suoi scopi statutari che la vedono in prima linea ovunque ci sia necessità di andare incontro a chi ha bisogno, organizza una
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DONAZIONE DI SANGUE
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che avverrà presso la Chiesa di S. Stefano domenica 13 marzo 2011 dalle ore 8,00 alle ore 12,00 con l' autoemoteca dell' AVIS provinciale.
E' ovvio che potrà contribuire alla donazione anche chi, sensibile alle altrui necessità, non è confratello.
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cliccare per leggere il comunicato stampa del Priore
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Inoltre l' Amministrazione dell' Arciconfraternita di S. Stefano ha reso noto il
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Calendario delle manifestazioni liturgiche della
Quaresima e Settimana Santa.
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cliccare per leggere il Programma Quaresimale
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura dell' Arciconfraternita di S. Stefano.

martedì 18 gennaio 2011

Arciconfraternita di S. Stefano - Conferenza del 21 gennaio 2011 su Mons. Antonio Bello

Ho ricevuto e doverosamente pubblico il seguente comunicato stampa a cura della Amministrazione della Ven. Arciconfraternita di S. Stefano.
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Il giorno Venerdì 21 gennaio 2011, alle ore 18,30 presso la Chiesa di Santo Stefano in Molfetta, si terrà una conferenza sul tema “Don Tonino Bello alla sequela di Cristo sul passo degli ultimi”.
Si tratta di un doveroso tributo della Arciconfraternita di Santo Stefano, titolare dell’omonima chiesa cinquecentesca, a don Tonino Bello, Vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi dal 1982 al 1993, ma noto in tutt’Italia ed anche fuori dei confini nazionali per il suo impegno in favore della pace (vedi la storica marcia di capodanno nella città di Sarajevo martoriata dalla guerra) anche e soprattutto nel momento in cui il male terribile che lo ha strappato ai suoi fedeli ne aveva pesantemente fiaccato il corpo ma non già lo spirito.
L’Arciconfraternita di Santo Stefano, già nell’ottobre 2002 rivolse a S.E. Rev. Mons. Luigi Martella attuale Vescovo della Diocesi di Molfetta, l’auspicio che si potesse intraprendere l’iter per la causa di beatificazione del Venerato Pastore Mons. Bello, memori della sua tenace fedeltà al Vangelo e della sua devozione al Cristo.
E’ apparso, quindi, opportuno al consiglio di confraternita affidare il compito di sondare la riflessione di don Tonino sul Cristo a Mons. Prof. Domenico Amato, il quale, confratello di Santo Stefano, riveste l’oneroso ruolo di Vice Postulatore della causa di Beatificazione di Mons. Tonino Bello.
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- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Il Priore - Stefano de Palma
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Molfetta, lì 18 gennaio 2011

domenica 26 dicembre 2010

26 dicembre: S. Stefano Protomartire, titolare della Venerabile Arciconfraternita di S. Stefano in Molfetta

Questa mattina alle ore 9.oo, nella Chiesa di S. Stefano in Molfetta, si è celebrata la S. Messa solenne in occasione della festività liturgica del Protomartire S. Stefano.
La celebrazione è stata officiata da S. Ecc. za Mons. Luigi Martella, Vescovo di Molfetta, che nella sua, a dir poco magistrale omelia, ha delineato la figura del Santo ed ha invitato i confratelli del Sacco Rosso a leggere quei brani degli Atti degli Apostoli in cui si parla del suo martirio, con particolare riferimento al discorso proferito dinanzi al Sinedrio che lo giudicava.
Aderendo all' invito del Vescovo, con piacere propongo questi testi alla attenzione dei lettori di questo sito, in particolare ai miei confratelli nel nome di S. Stefano.
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ATTI DEGLI APOSTOLI - Cap. 6
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[1]In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana.
[2]Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: "Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense.
[3]Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest'incarico.
[4]Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola".
[5]Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiòchia.
[6]Li presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
[7]Intanto la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede.
[8]Stefano intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo.
[9]Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei "liberti" comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell'Asia, a disputare con Stefano,
[10]ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava.
[11]Perciò sobillarono alcuni che dissero: "Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio".
[12]E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio.
[13]Presentarono quindi dei falsi testimoni, che dissero: "Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge.
[14]Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè".
[15]E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
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ATTI DEGLI APOSTOLI - Cap. 7
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[1]Gli disse allora il sommo sacerdote: «Queste cose stanno proprio così?».
[2]Ed egli rispose: «Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria apparve al nostro padre Abramo quando era ancora in Mesopotamia, prima che egli si stabilisse in Carran,
[3]e gli disse: Esci dalla tua terra e dalla tua gente e va' nella terra che io ti indicherò.
[4]Allora, uscito dalla terra dei Caldei, si stabilì in Carran; di là, dopo la morte del padre, Dio lo fece emigrare in questo paese dove voi ora abitate,
[5]ma non gli diede alcuna proprietà in esso, neppure quanto l'orma di un piede, ma gli promise di darlo in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui, sebbene non avesse ancora figli.
[6]Poi Dio parlò così: La discendenza di Abramo sarà pellegrina in terra straniera, tenuta in schiavitù e oppressione per quattrocento anni.
[7]Ma del popolo di cui saranno schiavi io farò giustizia, disse Dio: dopo potranno uscire e mi adoreranno in questo luogo.
[8]E gli diede l'alleanza della circoncisione. E così Abramo generò Isacco e lo circoncise l'ottavo giorno e Isacco generò Giacobbe e Giacobbe i dodici patriarchi.
[9]Ma i patriarchi, gelosi di Giuseppe, lo vendettero schiavo in Egitto. Dio però era con lui
[10]e lo liberò da tutte le sue afflizioni e gli diede grazia e saggezza davanti al faraone re d'Egitto, il quale lo nominò amministratore dell'Egitto e di tutta la sua casa.
[11]Venne una carestia su tutto l'Egitto e in Canaan e una grande miseria, e i nostri padri non trovavano da mangiare.
[12]Avendo udito Giacobbe che in Egitto c'era del grano, vi inviò i nostri padri una prima volta;
[13]la seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli e fu nota al faraone la sua origine.
[14]Giuseppe allora mandò a chiamare Giacobbe suo padre e tutta la sua parentela, settantacinque persone in tutto.
[15]E Giacobbe si recò in Egitto, e qui egli morì come anche i nostri padri;
[16]essi furono poi trasportati in Sichem e posti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato e pagato in denaro dai figli di Emor, a Sichem.
[17]Mentre si avvicinava il tempo della promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto,
[18]finché salì al trono d'Egitto un altro re, che non conosceva Giuseppe.
[19]Questi, adoperando l'astuzia contro la nostra gente, perseguitò i nostri padri fino a costringerli a esporre i loro figli, perché non sopravvivessero.
[20]In quel tempo nacque Mosè e piacque a Dio; egli fu allevato per tre mesi nella casa paterna, poi,
[21]essendo stato esposto, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come figlio.
[22]Così Mosè venne istruito in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente nelle parole e nelle opere.
[23]Quando stava per compiere i quarant'anni, gli venne l'idea di far visita ai suoi fratelli, i figli di Israele,
[24]e vedendone uno trattato ingiustamente, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, uccidendo l'Egiziano.
[25]Egli pensava che i suoi connazionali avrebbero capito che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non compresero.
[26]Il giorno dopo si presentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e si adoperò per metterli d'accordo, dicendo: Siete fratelli; perché vi insultate l'un l'altro?
[27]Ma quello che maltrattava il vicino lo respinse, dicendo: Chi ti ha nominato capo e giudice sopra di noi?
[28]Vuoi forse uccidermi, come hai ucciso ieri l'Egiziano?
[29]Fuggì via Mosè a queste parole, e andò ad abitare nella terra di Madian, dove ebbe due figli.
[30]Passati quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente.
[31]Mosè rimase stupito di questa visione; e mentre si avvicinava per veder meglio, si udì la voce del Signore:
[32]Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Esterrefatto, Mosè non osava guardare.
[33]Allora il Signore gli disse: Togliti dai piedi i calzari, perché il luogo in cui stai è terra santa.
[34]Ho visto l'afflizione del mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli; ed ora vieni, che ti mando in Egitto.
[35]Questo Mosè che avevano rinnegato dicendo: Chi ti ha nominato capo e giudice?, proprio lui Dio aveva mandato per esser capo e liberatore, parlando per mezzo dell'angelo che gli era apparso nel roveto.
[36]Egli li fece uscire, compiendo miracoli e prodigi nella terra d'Egitto, nel Mare Rosso, e nel deserto per quarant'anni.
[37]Egli è quel Mosè che disse ai figli d'Israele: Dio vi farà sorgere un profeta tra i vostri fratelli, al pari di me.
[38]Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l'angelo che gli parlava sul monte Sinai e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi.
[39]Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, lo respinsero e si volsero in cuor loro verso l'Egitto,
[40]dicendo ad Aronne: Fa' per noi una divinità che ci vada innanzi, perché a questo Mosè che ci condusse fuori dall'Egitto non sappiamo che cosa sia accaduto.
[41]E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono sacrifici all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani.
[42]Ma Dio si ritrasse da loro e li abbandonò al culto dell'esercito del cielo, come è scritto nel libro dei Profeti:
[43]Mi avete forse offerto vittime e sacrifici per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele? Avete preso con voi la tenda di Mòloch, e la stella del dio Refàn, simulacri che vi siete fabbricati per adorarli! Perciò vi deporterò al di là di Babilonia.
[44]I nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il modello che aveva visto.
[45]E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide.
[46]Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe;
[47]Salomone poi gli edificò una casa.
[48]Ma l'Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo, come dice il Profeta:
[49]Il cielo è il mio trono e la terra sgabello per i miei piedi. Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo?
[50]Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose?
[51]O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi.
[52]Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori;
[53]voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l'avete osservata».
[54]All'udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui.
[55]Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra
[56]e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio».
[57]Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui,
[58]lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.
[59]E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito».
[60]Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto tratta dal web.

domenica 5 dicembre 2010

Natale ... pensando a S. Stefano

Questa mattina sono stato alla S. Messa celebrata come ogni domenica nella Chiesa di S. Stefano, sede della mia amatissima Arciconfraternita di S. Stefano che, insieme a quella della Morte, ho sempre portato e porterò nel cuore fino all' ultimo momento della mia vita.
Sono rimasto colpito dalla lettura di un breve quanto semplice brano pubblicato su "Il Cenacolo", periodico mensile dell' Arciconfraternita, a firma del mio amico e confratello Domenico Petruzzella: riguarda proprio il protomartire S. Stefano, titolare del nostro Venerabile Sodalizio.
Mi è talmente piaciuto che ho voluto farne motivo di riflessione su questo sito per tutto il periodo natalizio.
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A cura di Domenico Petruzzella
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Tra i pastori che erano accorsi ad adorare Gesù Bambino c' erano anche delle donne.
Esse avevano portato con sé i loro bambini perché Gesù li benedicesse.
Tecla, una giovane sposa, non aveva figli, ma desiderava tanto averne uno.
Per non essere da meno delle altre donne, prese una grossa pietra, l' avvolse in uno scialle, mise sulla sommità una cuffietta e se la teneva fra le braccia, proprio come se fosse un bambino appena nato.
Quando vide Gesù, così bello e sorridente, fu presa dalla commozione e si mise a piangere, là in ginocchio, davanti alla capanna.
Quando si alzò per ritornare a casa, Maria che aveva letto nel suo cuore e che aveva capito il suo innocente inganno le domandò: "Tecla, che cosa porti in braccio?"
Sentendosi scoperta, la donna rispose: "Allatto un figlio maschio".
Allora la Madonna le disse: "Su, scopriti il seno e allatta tuo figlio; da questo momento il tuo desiderio é stato esaudito. La tua pietra é diventata un bel bambino".
La donna scostò lo scialle che avvolgeva la pietra e rimase meravigliata per il miracolo che era stato compiuto per lei; tra le braccia aveva il suo primo figlio. "Ricordati però" le disse ancora Maria "che egli é nato da una pietra e morirà a colpi di pietra".
Questo bambino fu chiamato Stefano, divenne discepolo di Gesù e fu il primo ad affrontare il martirio.
La chiesa celebra la sua festa il 26 dicembre, il giorno dopo Natale.
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* Testi a cura del dott. Franco Stanzione e di Domenico Petruzzella.
* Foto a cura del dott. Franco Stanzione.

domenica 3 ottobre 2010

"La Chiesa e l' Arciconfraternita di S. Stefano di Molfetta" - Note Storiche

Facendo seguito a quanto annunciato ieri nel post sottostante, è presente da oggi, sul sito La mia Settimana Santa, una ulteriore documentazione storica sull' Arciconfraternita di S. Stefano, nella sezione Note Storiche.
Ho pubblicato infatti alcune pagine sulla vita dell' Arciconfraternita, tratte da un interessantissimo testo realizzato nel 2001 dall' Ing. Gaetano Viesti, confratello di S. Stefano e già Priore della stessa nel triennio 1984/86.
Trattasi del volume "La Chiesa e l' Arciconfraternita di S. Stefano di Molfetta" di G. Viesti, Edizioni Mezzina Molfetta, Marzo 2001.
La lettura è molto agevole e sintetica, per cui nel lasso di circa 25 pagine, il lettore avrà la possibilità di farsi una idea di quella che è stata la vita del sodalizio dal 1500 agli inizi del terzo millennio.
Un grande ringraziamento personale vada al carissimo amico Ing. Gaetano Viesti, nella mia doppia veste di confratello della venerabile Arciconfraternita di S. Stefano e cultore di storia locale.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto tratta dalla copertina del volume "La Chiesa e l' Arciconfraternita di S. Stefano di Molfetta".