La manifestazione più importante si svolge il Sabato Santo: un toccante gruppo ligneo della Pietà raccoglie la devozione dei fedeli durante una lunga e lenta processione che si snoda per tutto il giorno attraverso le vie e i vicoli del paese.








I tre amici avanzano di corsa fino al cospetto della Pietà i "fratelli portantini" fermano la statua, il flagellante si fa il segno della croce e si genuflette;



poi con trasporto si "batte" i polpacci delle gambe e delle cosce mentre il terzo amico versa vino rinfrescante sulle ferite.



I colpi secchi del sughero della "rosa" echeggiano nell' aria e i vetri del "cardo" vibrano nella carne da cui defluisce copioso il sangue: offerta sacrificale che scorre fino a terra.

Finita la flagellazione l' uomo segna col sangue il petto nudo dell' Ecce Homo e bacia la Pietà; poi il trio si allontana verso altri luoghi deputati alla flagellazione sui sagrati delle chiese, davanti alle croci, ai calvari ed ai "sepolcri" (dove sono deposti i "piatti della Madonna" o Giardinetti di Adone, sulla soglia di qualche casa amica per la quale si nutrono forti sentimenti di gratitudine, alcuni anche davanti al cancello del carcere.

Dovunque restano i segni del liquido vitale e l'odore di questo misto ad un forte tanfo di vino; penseranno il tempo e la pioggia a ripulirli.I motivi che spingono questi uomini vanno dalla semplice devozione alla Pietà o Addolorata, espressa secondo la tradizione locale, al "voto", o impegno sacro e inderogabile, assunto nei confronti della divinità per impetrare una grazia o ringraziare per averla ricevuta; grazia che riguarda sovente la salute dei familiari o degli amici fraterni dei flagellanti.

Concluso il giro, dopo circa un' ora, i tre amici rientrano nel magazzino da cui sono usciti.

Mediante ripetuti impacchi con infuso di rosmarino, bloccano la fuoriuscita del sangue (resteranno visibili le crosticine di sangue coagulato e poi le cicatrici) e, dopo essersi ripuliti e avere indossano abiti festivi, raggiungono la processione; alcuni ritornano a portare la pesante statua, al loro posto di "fratelli" che avevano lasciato temporaneamente vacante.

FILMATI
Il primo dei seguenti filmati è tratto dal film "Mondo cane" del 1960, e stigmatizza lo svolgimento del rito dei Vattienti in quegli anni, nei quali l' Autorità Ecclesiastica aveva tentato invano di reprimere questa tradizione, senza naturalmente riuscirvi.
Seguono altri due più recenti, in cui si vedono i Vattienti durante il loro pellegrinaggio per il paese ed il loro incontro con la Statua della Madonna, durante la processione.
* Il testo è tratto da:
http://www.museodellafesta.it/Vattien/Indice.htm .
* Le foto sono tratte dal sito: http://www.noceraterinese.it/ .* I filmati sono tratti da YouTube.