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QUESTO SITO STA CON IL PAPA

Online da lunedì 29 ottobre 2007 - Visualizzazioni totali

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venerdì 8 febbraio 2008

Chiesa di S. Stefano - 1° Venerdì di Quaresima: Cristo all' Orto

Oggi, venerdì 8 febbraio 2008, inizia il Pio Esercizio dei Cinque Venerdì presso la Chiesa di S. Stefano, secondo l' antica tradizione dell' Arciconfraternita di S. Stefano.
Allo scopo di documentare il recente passato dell' Arciconfraternita di S. Stefano, proporrò le immagini relative al 2006 quando, per il secondo anno consecutivo, le Funzioni Quaresimali si svolsero nel Duomo, a causa dei lavori di restauro alla Chiesa Padronale.
In questo Pio Esercizio vengono contemplati , uno alla volta, i cinque Misteri Dolorosi, rappresentati attraverso le nostre mirabili statue dei "Misteri" cinquecenteschi che vengono portati in processione il Venerdì Santo.
Qui sotto vediamo intanto come erano sistemati gli altri Misteri nella cappella di S. Corrado nel Duomo.
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Il primo è CRISTO ALL' ORTO, la cui immagine lignea, diversamente dalle altre quattro che vengono ritenute di scuola veneziana (Giacomo Fielle - 1525), è opera di scuola napoletana (Gaetano Larocca - 1858).
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Il nostro Sindaco, il Sen. Antonio Azzollini, grande appassionato dei Riti della Settimana Santa Molfettese, è immancabile in certe occasioni.
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Ad ogni Funzione del Venerdì partecipa l' Amministrazione della Confraternita alla quale viene concesso il "Mistero" durante la processione.
Per quanto riguarda Cristo all' Orto la Confraternita interessata è quella di Maria S.S. Assunta.
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Una considerazione finale: volendo fare un parallelo tra Molfetta e Trapani, possiamo considerare i Cinque Venerdì di S. Stefano un po' come le famose "Scinnute" della Chiesa del Purgatorio della città siciliana, dove ogni venerdì vengono esposti alcuni gruppi dei Misteri.
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* Testo e foto di Franco Stanzione.

mercoledì 6 febbraio 2008

La processione della Croce - 6 febbraio 2008

A mezzanotte esatta, tra il 5 ed il 6 febbraio di questo anno 2008, rispettivamente ultimo giorno di carnevale e mercoledì delle Ceneri, ancora una volta si è ripetuta la tradizionale processione della Croce, a cura dell' Arciconfraternita della Morte.

http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=4633

Voglio ringraziare vivamente il mio amico e confratello Antonio Secolo, per avermi concesso di pubblicare i seguenti filmati da lui realizzati questa notte, che riprendono i momenti salienti del Rito.

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Ore 0,00: I primi rintocchi della campana della Cattedrale

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Il primo "temmurre" della Quaresima 2008

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La processione in Corso Dante

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Ritirata della processione

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* I Video sono a cura di Antonio Secolo:

http://passionemolfettese.blogspot.com/

martedì 5 febbraio 2008

La processione della Croce - 5 febbraio 2008

Chiesa del Purgatorio prima dell' Uscita
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* Foto di Franco Stanzione.

La processione della Croce nelle vecchie foto di Franco Stanzione - 1975

A pochissime ore dall' inizio della Quaresima, mi pare opportuno pubblicare un post avente come argomento la processione della Croce, a cura dell' Arciconfraternita della Morte, che ancora una volta, secondo tradizione, percorrerà dopo la mezzanotte tra il martedì di carnevale ed il mercoledì delle Ceneri le vie di Molfetta.
Riporto il testo di quanto da me scritto e pubblicato per il blog "Lo Sdanghiere" (http://losdanghiere.blogspot.com), su invito dell' amico Luca Catucci di Taranto, ed alcune vecchie foto da me scattate nell' ormai lontano 1975, quando haimè avevo soltanto 19 anni.

IL RITO DELLA CROCE

Tutto inizia nella mezzanotte esatta tra l’ ultimo giorno di Carnevale (martedì) ed il primo di Quaresima, il mercoledì delle Ceneri, quando dal Purgatorio esce la processione della Croce, mentre il campanone della Cattedrale scandisce trentatrè lenti rintocchi, accompagnato dalle campane delle altre chiese della città; infatti una grande Croce, quella che poi aprirà i sacri cortei della Addolorata e della Pietà, sorretta da un confratello della Morte incappucciato, con a lato altri due che reggono ognuno un fanale, ne percorre lo stesso itinerario per terminare al Calvario. Da qui, dopo una breve omelia seguita dalla benedizione impartita dal Padre Spirituale, si ritorna al Purgatorio. Per tutta la sua durata la processione, così come quelle pasquali, viene aperta da un quartetto di musicanti che esegue una antica melodia orientaleggiante in cui il rullo del tamburo, accompagnato dal colpo ritmico della grancassa, fa da accompagnamento al flauto; alla fine di questo motivo, vi sono gli squilli di una tromba.

La Croce, come si vede in questa foto, è stata già preparata per l' uscita dal vecchio sacrestano Berardino Claudio, detto "Vardino", figura storica e mitica della Chiesa del Purgatorio.
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All' uscita la Croce sosta sul sagrato del Purgatorio per tutto il tempo che il campanone della Cattedrale scandisce 33 rintocchi.
Questa foto è da considerarsi "storica" in quanto vediamo la Croce sorretta da un ragazzino diciassettenne che sarebbe poi diventato Mons. Luigi De Palma, mentre i fanali sono portati dal prof. Michele Sallustio, che attualmente è cantore, nel ruolo di tenore, del Settenario all' Addolorata, ed il dott. Vito Mastrorilli, farmacista.
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Terminati i 33 rintocchi, la bassa banda inizia ad intonare la melodiosa musica che termina con degli squilli di tromba, il tradizionale e cosiddetto a Molfetta "Ti - Te".
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La processione, dopo aver percorso il tradizionale itinerario ...





... si conclude sui gradini del Calvario, dove il Padre Spirituale dell' Arciconfraternita della Morte, dopo una breve omelia, impartisce la benedizione.


Dopo la benedizione, la Croce fa rientro nella Chiesa del Purgatorio: è finalmente Quaresima !!!



* Testo e foto di Franco Stanzione.

domenica 3 febbraio 2008

Le "Dolorose" di Màlaga (Spagna) - 1^ parte

Se è vero che sono un grande estimatore delle processioni della Settimana Santa di Siviglia, è altrettanto vero che non disdegno quelle di qualsiasi altra località della Andalucia.
Una delle città che comunque prediligo è Màlaga, probabilmente perchè, diversamente da Siviglia, dove i portatori dei "Pasos" (Costaleros) non si vedono, in questa città vanno grosso modo come a Ruvo, in Puglia, cioè sotto delle lunghissime "stanghe".
Ma ciò che di Màlaga ancor più mi colpisce è la bellezza dei volti delle tantissime "Dolorose" che vengono portate in processione dal Viernes de los Dolores al Sabado Santo.
A partire da questo post, proporrò durante la Quaresima, i volti di ognuna di esse. Possano, questi bellissimi volti "malaguegni" della Signora dei Dolori, rimanerci impressi negli occhi per farci ancor meglio godere i bellissimi giorni che ci attendono fino a Pasqua.
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N. tra S. ra de la Amargura

N. tra S. ra de l' Amor

N. tra S. ra de l' Amor Doloroso
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N. tra S. ra de las Angustias

N. tra S. ra de las Angustias de San Agustin

N. tra S. ra de l' Auxilio

N. tra S. ra de la Candelaria

N. tra S. ra de la Caridad

N. tra S. ra de la Concepcion

N. tra S. ra de la Consolacìon y Lagrimas

N. tra S. ra de los Dolores y Amor

N. tra S. ra de los Dolores del Puente
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* Testo di Franco Stanzione.

sabato 2 febbraio 2008

Associazione Culturale Musicale S. Cecilia

LA BANDA DELLA "S. CECILIA"
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La Banda della Associazione Culturale Musicale "S. Cecilia" della Città di Molfetta, è il complesso bandistico che accompagna le processioni della Settimana Santa a Molfetta.
Ho voluto dedicarle questo post, dopo aver riascoltato alcune vecchie cassette musicali con la incisione delle marce funebri eseguite dalla Banda che seguiva le nostre processioni fino ad una quindicina di anni or sono, o poco più.
Ebbene, la differenza delle esecuzioni tra quella banda e questa è abissale, e per questo mi è venuta voglia di tributare il mio personale omaggio di estimatore delle Marce Funebri Molfettesi ad un complesso musicale che ha letteralmente salvato il nostro inestimabile patrimonio musicale dalla perdita dei suoi connotati originari.
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Uscita dell' Addolorata 2005
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Uscita della Pietà 2005
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Già nel 1999 la "S. Cecilia ha prodotto un pregevole CD musicale con sei Marce Funebri.
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E nel 2005 ancora un altro con 5 Marce Funebri.


Grazie ancora a questa Banda che con tanto trasporto e passione, ci fa godere annualmente dell' ascolto delle nostre belle e care Marce Funebri Molfettesi.
Ed ancora voglio ringraziare tutti i suoi componenti per il massacro a cui li sottopongo, specialmente alle ritirate dell' Addolorata e della Pietà chiedendo loro di suonare di continuo: richiesta puntualmente accolta, anche perchè, come si può ben vedere dalle foto che seguono, tra il Priore della Morte ed i componenti della Banda c' è una grande amicizia.
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Sabato Santo 2004


Addolorata 2006

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Sabato Santo 2006



Sabato Santo 2007



* Testo di Franco Stanzione.
* Foto dell' Archivio personale di Franco Stanzione.

venerdì 1 febbraio 2008

Venerdì Santo nella provincia di Foggia

In provincia di Foggia, nella giornata del Venerdì Santo, in ogni città o paese si svolgono Riti e Processioni per commemorare la Passione e Morte di Gesù Cristo.
Pertanto in questo post voglio proporre quanto avviene in alcune località che mi sono sembrate particolarmente interessanti soprattutto per la singolarità di quello che vi si svolge.


CERIGNOLA



Al mattino del Venerdì Santo vi è la processione dei Misteri che parte dalla chiesa dell'Addolorata; il pomeriggio esce la processione della Desolata dalla chiesa di Sant'Agostino e la sera in particolare si celebra la Processione del Cristo Morto (anche detta del Cristo Rosso) che parte dalla chiesa del Purgatorio. Ogni Confraternita durante la processione porta in giro i gruppi sacri rappresentanti la Passione di Cristo, preceduti da un Cristo Rosso (da qui l'altro nome del rito), ovvero un confratello vestito di rosso con cingolo di corda e croce sulle spalle. La persona che solitamente impersona Cristo è un emigrante, coperto da un cappuccio rosso e la cui identità è ignota anche dopo la sua partenza.





TROIA


La processione delle “Catene”, istituita con molta probabilità dal Vescovo E. G. Cavalieri dopo un tragico evento del 1702, che scosse la sopita fede degli abitanti di Troia, parte dalla Chiesa di San Basilio Magno, in occasione del Venerdì Santo, snodandosi lungo le vie del centro storico per visitare i “Sepolcri” nelle diverse chiese. I cinque penitenti, vestiti e incappucciati con saio bianco, portano una pesante croce sulle spalle; annunciano il loro arrivo col sinistro rumore delle catene legate ai piedi nudi, rompendo il silenzio e la profonda mestizia lungo il percorso penitenziale. Di grande suggestione.
Per antica tradizione i penitenti non possono sospendere nè interrompere la pratica prima di cinque ani, in onore alle cinque piaghe di Gesù Cristo.

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http://www.circolofilnumdauno.it/rititroia.html



VICO DEL GARGANO



Tra i riti della Settimana Santa, quelli che si svolgono a Vico del Gargano si distinguono per l’aspetto stranamente ludico e festoso rappresentato dalla Messa Pazza. All’alba del Venerdì Santo, partono le processioni dei Sepolcri, ognuna con la propria statua dell’Addolorata seguita da un fitto corteo di donne vestite a lutto che intonano il Miserere. Ogni volta che le processioni si incrociano, il canto diventa più forte quasi a volere, gli uni, sopraffare gli altri. Al termine della processione si celebra la Santa Messa ed è durante la liturgia che tutti i devoti iniziano un rituale di apparente profanazione, i più giovani agitano le troccole producendo un rumore infernale con urla e canti a squarciagola. Il rito si conclude sull’altura del Calvario delle Cinque Croci dove avviene l’incontro tra l’Addolorata e il Cristo. Una voce nel silenzio grida “Viva la Croce” e da il via ad una serie di canti che si sovrappongono fastidiosamente. Il caos che si genera rappresenta lo sconvolgimento che la morte di Cristo porterà sulla terra.

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SAN MARCO IN LAMIS


A San Marco in Lamis è la processione delle fracchie quella che caratterizza la intera Settimana Santa. In quale altro paese del mondo per mostrare la propria riconoscenza al Signore si ardono e vengono portati in processione dei legni? Forse anche altrove, ma soprattutto a San Marco in Lamis. Le fracchie sono grandi torce costituite da un tronco d'albero sfrangiato longitudinalmente e riempito da altri rami, sterpi e schegge di legno. I tronchi sono tenuti insieme da due cerchioni di ferro. La fracchia, intrisa di pece e altre sostanze infiammabili, viene trasportata con catene e corde su carretti a due ruote. La parte posteriore è completata da un palo recante alla sommità l'immagine della Madonna Addolorata. Viene accesa la sera del "Venerdì Santo", e portata in giro per le principali strade del paese.

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* Testi tratti dal web e foto del sig. Sirio Taddei di Foggia.


* I Filmati sono tratti da You Tube.