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QUESTO SITO STA CON IL PAPA

Online da lunedì 29 ottobre 2007 - Visualizzazioni totali

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martedì 8 gennaio 2008

La Chiesa del Purgatorio a Molfetta - 7^ parte

2 giugno 2007
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Il giorno dopo il ritorno delle Statue nella Chiesa del Purgatorio

Ecco come si presentava la chiesa del Purgatorio all' indomani del trasferimento in essa della Statue, dopo due anni di permanenza in Cattedrale.




* Foto di Franco Stanzione.

lunedì 7 gennaio 2008

La "Maddalena scandalosa" nella Chiesa del Purgatorio dal 13 gennaio al 3 febbraio - 1^ parte

Posso dire, con una punta di compiacimento, che sotto la mia Amministrazione si stanno realizzando diverse cose che se non fossi stato io Priore dell' Arciconfraternita della Morte, sicuramente non sarebbero state fatte.
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Una di queste è quella che domenica prossima, 13 gennaio 2008 alle ore 18.00, sarà presentata presso la Chiesa del Purgatorio: per la prima volta infatti, i molfettesi tutti potranno ammirare la famosa statua della Maddalena, opera di Giulio Cozzoli, che l' artista presentò e propose nel 1954 a Mons. Achille Salvucci, allora Vescovo di Molfetta, e mai approvata dalla Autorità Ecclesiastica in quanto non ritenuta idonea a rappresentare la Santa in processione, a motivo delle braccia e di una spalla scoperte.
Fu per questo definita la "Maddalena scandalosa".
In realtà per quell' epoca era plausibile che la nudità delle braccia e delle spalle femminili potessero essere ritenute tali, ma a distanza di cinquant' anni devo dire che se non scandalosa, quella statua è per lo meno ... conturbante.
Avevo sin da bambino sentito parlare di questa Maddalena, realizzata e mai portata in processione, e me la immaginavo in tutt' altra maniera rispetto alla realtà; ma mai avrei pensato che, se di scandaloso avrebbe potuto esserci qualcosa, certamente non sarebbe stato il più o meno succinto abbigliamento.
Quando per gentile concessione della nipote dello Scultore, mia stimatissima amica, mi è stato dato di poter vedere la Maddalena in casa Cozzoli, sono rimasto senza fiato nel vedere la grande sensualità di quell' immagine.
A parte l' arte, sono eccezionali la bellezza della donna che vi è raffigurata e l' espressione, lo ripeto, veramente sensuale del volto.
Pur avendo un grosso dossier fotografico della Maddalena, di cui sono gelosissimo, non aggiungo altro finchè non sarà possibile vederla nella Chiesa del Purgatorio.
L' evento è stato caldeggiato da me, Priore dell' Arciconfraternita della Morte, ma è stato organizzato in collaborazione con l' Archeoclub d' Italia - sede di Molfetta, la Società di Cultura Europea "A. Caracciolo" di Molfetta, la FIDAPA - delegazione di Molfetta e l' Associazione Culturale "Leonardo da Vinci" di Molfetta.

Hanno offerto il loro patrocinio il Sindaco di Molfetta On. Sen. Antonio Azzollini, il Ministero dei BB. AA. CC., la Regione Puglia e la Provincia di Bari.

Saranno esposti inoltre tutti i bozzetti inediti di Giulio Cozzoli, riguardanti le varie fasi della realizzazione delle Sacre Immagini processionali del Sabato Santo e di Maria S.S. Addolorata.

Trattasi veramente di un evento, in quanto solo pochissimi privilegiati, tra cui il sottoscritto, hanno prima d' ora avuto l' occasione di vedere tali capolavori.

Spero, anche tramite questa iniziativa, di aver reso un servizio all' Arciconfraternita della Morte, che mi onoro di presiedere, ed alla mia cara Molfetta.

* Testo di Franco Stanzione.

sabato 5 gennaio 2008

La Sacra Spina di Andria a Molfetta nella Chiesa del Purgatorio il 19 e 20 gennaio - 1^ parte

Una delle cose che maggiormente desideravo realizzare durante questo mio secondo triennio di Amministrazione dell' Arciconfraternita della Morte era di poter esporre nella Chiesa del Purgatorio la Sacra Spina di Andria.
Sono orgoglioso di poter comunicare che, grazie ai rapporti instaurati con l' Arciconfraternita di Maria S.S. Addolorata di Andria, sono riuscito ad ottenere da don Giannicola Agresti, parroco della Chiesa di S. Francesco, il privilegio di poter ospitare tale prestigiosa reliquia nei prossimi giorni 19 e 20 gennaio.
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La Sacra Spina di Andria è una reliquia tra le più accreditate dalla Chiesa Cattolica, come proveniente dalla Corona di spine di Gesù Cristo.
Infatti la reliquia, secondo la tradizione, farebbe parte della corona di spine che venne posta sul capo di Cristo durante la flagellazione e mentre trasportava la croce su per il Calvario. La spina conservata ad Andria, comprende sulla sua superficie diciassette macchie, di diversa grandezza. Quando il giorno dell'Annunciazione, il 25 marzo, coincide con il Venerdì Santo (è l’annuncio della nascita e la morte di Gesù nello stesso giorno), queste macchie si arrossano, diventano vivide. L'ultima volta è accaduto il 25 marzo 2005.
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Teca in argento contenente la Sacra Spina

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STORIA

La corona di spine venne venerata come reliquia a Gerusalemme già nel secolo V, come attestato da S. Paolino da Nola, pellegrino in Terra Santa nel 409. La reliquia, insieme ad altre, venne portata da Gerusalemme a Costantinopoli nel 1063 e qui custodita nella cappella imperiale, sino a quando Costantinopoli venne presa dai Crociati nel 1204. La corona di spine, dunque, venne venduta da re Baldovino II al re (san) Luigi IX di Francia nel 1237. La reliquia venne portata a Parigi due anni dopo, nel 1239, e fu custodita insieme ad altre reliquie nella cappella gotica Saint Chapelle, fatta costruire appositamente dal re come gigantesco reliquiario. Successivamente, Carlo d'Angiò portò con sé in Italia alcune spine della corona. E qui la storia si intreccia con le vicende di Andria. Beatrice, figlia di Carlo II d'Angiò, contessa di Andria e moglie di Bertrando del Balzo donò una spina al Capitolo Cattedrale andriese. Era il 1308.
È però dal Venerdì Santo del 1633 (25 marzo) che viene attestato il prodigio del ravvivarsi delle macchie sulla spina. Lo stesso prodigio viene attestato anche negli anni successivi che vedono coincidere l'Annunciazione con il Venerdì Santo: 1701, 1712, 1722, 1785, 1796. Il 1799, il 23 marzo (era un sabato santo), l'esercito napoletano-francese della Repubblica napoletana, guidato anche da Ettore Carafa, conquista Andria, che con altre città si era dichiarata "insorgente" alla repubblica giacobina. Il combattimento fu durissimo: nel bottino di qualcuno, finì anche la Sacra Spina che, comunque, venne recuperata nel 1837. Altri prodigi avvennero nell'Ottocento: nel 1853 e nel 1864. E giungiamo al Novecento. Il 25 marzo del 1910, il prodigio è atteso ma non accade nulla. L'arrossamento delle macchie, però, avviene il giorno dopo, il sabato mattina. Del prodigio del 1921 non si hanno testimonianze scritte, mentre ci sono di quello avvenuto il 25 marzo 1932, l’ultimo prima di quello del 2005.
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La Sacra Spina
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L' ULTIMO MIRACOLO
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Venerdì 25 marzo 2005: l'attesa di un evento straordinario, di un prodigio non è stata vana. È stata un'attesa lunga, durata ben 73 anni, ma poco dopo le 20.00 il prodigio della Sacra Spina della corona di Cristo si è compiuto, nella cappella di San Riccardo ad Andria. Sulla spina - come ha confermato il Vescovo di Andria, mons. Raffaele Calabro, al termine della via Crucis - sono comparse alcune variazioni, come un rubino ed alcune piccole escrescenze filiformi.



Al termine della via Crucis monsignor Calabro è rientrato in chiesa ed ha proclamato il prodigio: due rametti filiformi spuntati dal becco di flauto della spina, così come accadde nel 1842. "Un segno che il Signore non si impone, ma ha voluto darci – ha concluso il Vescovo di Andria – solo un segno ... Qualcosa di straordinario che la commissione ha confermato. Un segno con il quale il Signore vuole richiamarci al senso della sua passione e morte per farci partecipi della resurrezione". La commissione speciale che ha valutato l’evento prodigioso era presieduta dal vicario, don Antonio Tucci, e comprendeva oltre ai canonici della cattedrale e ad altri sacerdoti, religiosi, medici, un notaio, esponenti dell'associazionismo, giornalisti. La commissione si è riunita più volte ed ha anche esaminato la Sacra Spina prima del 25 marzo, per attestare, con una ricognizione, lo stato delle macchie. La spina è stata poi risigillata e chiusa nella teca di vetro, costantemente osservata.

* Testo e foto tratti dal web.

martedì 1 gennaio 2008

Iniziamo il nuovo anno con ...

L' ADDOLORATA detta del Venerabile Gaetano Errico.

Viene venerata nel suo Santuario di Secondigliano, in provincia di Napoli.

Ma cosa ha di particolare questa bellissima Immagine della Addolorata (insolita come raffigurazione, in effetti), da meritare di essere prescelta a riaprire ufficialmente l' attività del mio blog, sospesa per la pausa natalizia?

Ha di speciale che lo scultore che la ha realizzata a Napoli nel 1835 si chiama Francesco Verzella.
Già, lo stesso Francesco Verzella che ha scolpito le statue presenti a Molfetta di Maria S.S. Assunta, di Maria S.S. del Buon Consiglio, di S. Luigi e del vecchio S. Giovanni di proprietà dell' Arciconfraternita della Morte.

Ho ritenuto che questa fosse una nota da riportare.



A parte comunque la bellezza artistica ed il fatto che raffigura la Madonna Addolorata (le Addolorate sono tutte bellissime), è da notare il tratto del volto molto simile alle due Madonne di Molfetta (Assunta e Buon Consiglio).



* Testo di Franco Stanzione.
* Foto tratte dal libro "La Mater Dolorosa" di Mons. Giovanni Lanzafame (2000).

lunedì 17 dicembre 2007

La processione del Sabato Santo nelle vecchie foto di Franco Stanzione. 1973 - 2^ parte

... OVVERO QUANDO LA PIETA' PASSAVA DAL CARCERE.

Ed effettivamente, fino al 1973, c' era la consuetudine, all' uscita della processione della Pietà, di andare dritti verso il Mercato Pesce e di girare per via Cifariello, passando davanti a quello che allora era il carcere mandamentale di Molfetta. Si trovava all' interno di un cancello in ferro, accanto all' entrata attuale dei Poliambulatori della A.S.L.
Quindi la processione scendeva il piccolo tratto iniziale di via Domenico Picca, ritornava per qualche metro su via Dante e riprendeva la consueta salita di via Sant' Angelo.
Penso che per molti visitatori di questo blog, questa notizia sia inedita, in quanto molto probabilmente anche quelli più grandi di me non ricordano più certi particolari, a meno di non essere "fissati" come il sottoscritto che ricorda nei particolari tutte le Pasque della sua vita, sin da bambino.
Avevo 15 anni e 5 mesi all' epoca di queste foto.
Ve le presento partendo da alcune immagini della Pietà che passa davanti a "Chezzelicchie" e gira per il Mercato pesce.
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Qui si vede S. Giovanni che ha già girato per via Cifariello ed è quasi davanti al carcere.


La statua della Maddalena è, in questa foto, esattamente davanti al cancello del carcere.


Invece S. Maria Cleofe e la Veronica sono già sulla discesa di via Domenico Picca, prima di uscire nuovamente su via Dante Alighieri.
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Da notare il volto originario della Veronica, bellissimo, prima che agli inizi degli anni '80 fosse contraffatto da quel bruttissimo restauro ad opera di tale Cesare Franco, ed i vecchi lumi sulla base.

In quest' ultima foto davvero insolita e singolare, si vede invece S. Pietro che sta per immettersi su via Dante Alighieri e la Croce in apertura della processione che ha già girato per proseguire su via S. Angelo e riprendere l' itinerario che tutti conosciamo.


Rivedere queste foto mi fa pensare che davvero la mia generazione è stata l' ultima a vedere cose che non si sarebbero mai più viste.
Infatti il 1973 fu anche l' ultimo anno in cui la processione del Sabato Santo passò dal carcere (forse perchè da allora in poi chi dovrebbe stare in carcere non è più dentro, ma beatamente fuori ... così va il mondo, purtroppo).
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* Testo e foto di Franco Stanzione.

sabato 15 dicembre 2007

Anche S. Stefano sotto la neve - 15/12/2007


Chi pensa che, essendo io il Priore dell' Arciconfraternita della Morte, non abbia a cuore anche la Chiesa di S. Stefano e la processione dei Misteri, sbaglia ... e non di poco.
Che io, per doveri di ufficio e di rappresentanza, debba stare fuori da lì fino al termine del mio mandato alla Morte, anche per un fatto di opportunità e di serietà, è un conto; ma non si pensi che il mio cuore non batta anche per la carissima Chiesa di S. Stefano.
Prova ne è che, appena saputo dall' amico Giuseppe Pisani dell' esistenza di un' altra foto, scattata cinque minuti dopo quella del Purgatorio alla Chiesa di S. Stefano sotto la neve, immediatamente mi sono attivato per venirne in possesso.
Ringrazio quindi nuovamente gli amici Gaetano Pepe e Giuseppe Pisani.
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* Testo di Franco Stanzione.
* Foto di Gaetano Pepe.

Il Purgatorio innevato - 15/12/2007


Pubblico volentieri questa foto scattata alle ore 12,55 di oggi 15 dicembre 2007 dal mio amico e confratello della Morte Gaetano Pepe, in cui il Purgatorio si presenta con un aspetto insolito, ammantato di neve.

Ringrazio anche l' altro amico e pure confratello Giuseppe Pisani, per aver pensato a me inviandomi per posta elettronica questa bella e "storica" foto, appena venutone in possesso, omaggiandomi in tal modo, e mi auguro che non si ripeta mai più l' episodio del 1956 quando il Sabato Santo nevicò alla ritirata della Pietà; evidentemente quell' anno, nel quale la Pietà uscì per la prima volta di giorno, pure il cielo si ribellò di fronte a quello scempio.

Anche se questa foto non c' entra nulla con la Settimana Santa, comunque si tratta sempre della Chiesa del Purgatorio!!! ... o no?
* Testo di Franco Stanzione.
* Foto di Gaetano Pepe.