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QUESTO SITO STA CON IL PAPA

Online da lunedì 29 ottobre 2007 - Visualizzazioni totali

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domenica 17 febbraio 2013

La "Quarantana" a Ruvo di Puglia

Ho da sempre ritenuto la bellissima cittadina di Ruvo di Puglia "città di Settimana Santa" per antonomasia, a motivo della serietà con la quale le tradizioni pasquali vengono tramandate e riproposte anno dopo anno.
A me piacciono talmente le processioni ed i riti quaresimali ruvesi che, durante l'anno, nei momenti in cui maggiormente mi manca l'atmosfera della Settimana Santa, ritorno tra le vie del centro storico per rivisitare le chiese del Purgatorio, del Carmine, di S. Rocco e di S. Domenico da cui escono le processioni della Settimana Santa.
Una delle tradizioni ruvesi più affascinanti è quella della "Quarantana" che, dal giorno delle Ceneri, viene posta in diversi punti della città, fino al giorno di Pasqua allorquando verrà fatta scoppiare al passaggio dellaprocessione di Cristo Risorto.



Ma cosa è la "Quarantana"?
In un post di questo stesso sito, sabato 9 febbraio 2008 così scrivevo, in occasione della collocazione di quattro "Quarantane" nel centro storico di Molfetta, dopo oltre cinquant'anni (vedi post):

<< I giorni che separano il Carnevale dalla Pasqua sono carichi di significato e suggestione.
Da una parte un periodo di dura penitenza, dall'altra l'occasione per far rivivere in tanti centri pugliesi, come ad esempio Ruvo, antichissime tradizioni come quello della "Quarantana". 
Durante tutta la Quaresima il rito della "Quarantana" è ormai una consuetudine che vede la partecipazione dell'intera cittadina. 
La "Quarantana" è una bambola di pezza raffigurante una vecchia, che sospesa ad un filo tra due balconi, rappresenta i quaranta giorni di digiuno in preparazione alla Pasqua. La leggenda attribuisce al rito della "nonnina di stoffa" un duplice significato: pagano, che la vuole moglie di Carnevale defunto e perciò triste e vestita a lutto; cristiano, a rappresentare la preghiera e la meditazione al dolore di Gesù Cristo. 
La resurrezione di Cristo segna la fine delle privazioni, il ritorno alla gioia e la scomparsa della "Quarantana" (da cui deriva il rito propiziatorio). Alla vecchietta, sospesa nel vuoto, viene legata una arancia in cui sono conficcate sette penne che vengono tolte una ad una, ogni domenica, fino all'arrivo della domenica di resurrezione, giorno in cui viene bruciata o fatta scoppiare. >>

Questa mattina, prima domenica di Quaresima, sono stato a Ruvo per riprendere le "Quarantane" poste in quattro diversi punti della città ed ho realizzato il seguente 




- Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione. 

mercoledì 13 febbraio 2013

Le pie donne sulla via della Croce

A cura del prof. Cosmo Tridente.

Sulla strada stretta percorsa da Gesù verso il Calvario, il racconto dei Vangeli e la tradizione pongono figure femminili vicine alla croce nel momento della sua morte e poi presenti alla sua sepoltura. Il Vangelo di Giovanni presenta anche la Madre ai piedi della croce. Solo il Vangelo di Luca descrive l’incontro con donne piangenti lungo la via dolorosa. Inoltre, la tradizione (non i Vangeli) parla della Veronica. La veronica alla VI stazione della via crucis , le donne piangenti alla VIII, Maria presso la croce nella XII. 

 Il sogno della moglie di Pilato (Le Rêve de la femme de Pilate)
 incisione di Alphonse François, dopo Gustave Doré, ca. 1879.

L’incontro con i personaggi della via crucis, scrive don Angelo Silei (biblista) nel settimanale Toscana Oggi, non può non considerare queste donne. Se aggiungiamo a questi passaggi la IV stazione dove Gesù incontra sua Madre e la scena della deposizione dove Gesù morto sta fra le sue braccia, vediamo una strada tutta segnata da attenzioni femminili. Ad esse possiamo aggiungere anche la moglie di Pilato con il suo sogno e la sua richiesta di liberare quell’uomo giusto. I, IV, VI, VIII, XII, XIII, XIV: sono le stazioni della via crucis dove voci, lacrime, sentimenti, coraggio, amore di donne pietose accompagnano il cammino del Signore. Fra le donne pie, continua don Angelo, ebbe grande fama la Veronica. 

A lei è legato un ricordo molto particolare a cui soprattutto la tradizione medievale ha dedicato molta attenzione e venerazione: l’impronta del volto di Gesù sofferente, il Sacro Volto, il Mandylion (così simile alla Sindone). Secondo questa tradizione la donna si fece avanti e asciugò il volto sudato e insanguinato di Gesù lungo la salita al Calvario e sul panno restò impressa l’impronta del Salvatore. Veronica (o Berenike) è il suo nome: esso può derivare da «vera icona», cioè vera immagine. Ma c’è di più: in alcuni antichi apocrifi Veronica è il nome dell’emoroissa guarita da Gesù; essa - si racconta - «dipinse il suo volto mentre egli era ancora nel suo corpo». Il velo della Veronica è stata una reliquia veneratissima e in tutto l’alto e basso medioevo, dall’oriente all’occidente. 
L’Anonimo di Piacenza, antico pellegrino in Terra Santa nel 570, nel suo diario scrive: «Là vedemmo un panno di lino nel quale è impressa l’immagine del Salvatore. Si dice che quando era vivo si sia terso con quel panno il volto lasciandovi la sua immagine». Di qui la presenza di questo Sacro Volto in molti luoghi della cristianità: qui in Italia da 400 anni a Manoppello (Pescara). 

Dopo la Veronica nella via della croce Gesù incontra un gruppo di donne. Sono - dice Luca - donne di Gerusalemme. Si battono il petto e fanno lamento. Prendono parte al dramma come nei cori delle tragedie greche o come le piangenti nei funerali del sud. 
Sono l’attualizzazione plastica della profezia di Zaccaria: «guarderanno a colui che hanno trafitto; lo piangeranno come si piange un primogenito; ne faranno il lutto come per un figlio unico». 
Alla fine, dopo la morte di Gesù - con una certa sorpresa per i lettori attenti del Vangelo - entrano sulla scena alcune donne. I sinottici riferiscono i loro nomi. Marco scrive: erano Maria di Magdala, Maria, madre di Giacomo e di Ioses, e Salome e molte altre. Ci dice anche che lo avevano seguito e servito dalla Galilea. È la prima volta che il Vangelo ne parla e ce le mostra presenti là, a guardare da lontano. Subito dopo osserveranno anche il luogo della sua sepoltura. 

Peter Von Cornelius, "Le tre Marie al Sepolcro"

“Omaggio alle donne e al loro coraggio!”, commenta criticamente il biblista citato. “Là dove gli uomini, i Dodici, si sono eclissati, sono fuggiti, si sono dileguati per la paura, le donne resistono, sono presenti. La forza dell’amore! La forza del sesso debole! Una lezione sempre attuale e provocatoria dei Vangeli a proposito della preminenza maschile. Il cammino della croce svela adesioni e attaccamenti oltre ogni pregiudizio e preferenza. Oltre la Madre, queste donne intrecciano con veri gesti di pietà, di compassione, di coraggio, il percorso di Gesù sofferente e precedono i Dodici che pure erano stati scelti per «stare con lui», sempre, in ogni situazione, su ogni strada”. 

* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto tratte dal web. 

venerdì 8 febbraio 2013

La Settimana Santa a Mola di Bari (BA)

A pochi giorni dall'inizio della Quaresima 2013, sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia, propongo una monografia su


Trattasi di una Settimana Santa sconosciuta ai più che, sicuramente ancora molto sentita, andrebbe maggiormente curata nell'organizzazione affinchè possa essere tramandata alle future generazioni con lo stesso spirito con il quale fu concepita nel passato.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Nico Colella.

venerdì 25 gennaio 2013

domenica 20 gennaio 2013

La Settimana Santa a Vico del Gargano (FG)

In tutta la provincia di Foggia viene celebrata annualmente una Settimana Santa che non è seconda a nessuna tra quelle più famose, o perchè inserite in circuiti turistici o perchè si svolgono in città di una certa importanza e quindi più conosciute.
Tra i riti della Settimana Santa in questa provincia, spiccano quelli della città di Vico del Gargano, tra i quali vi è da annoverare anche l'Uffizio delle Tenebre, tanto caro ai confratelli dell'Arciconfraternita di S. Stefano di Molfetta.


A pochi giorni dall'inizio della Quaresima ho voluto pertanto pubblicare  sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia, la scheda monografica su



* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratte dal web.


martedì 15 gennaio 2013

Recensione al libro del dott. Francesco Stanzione "La mia Settimana Santa" - Quaresima e Settimana Santa a Molfetta

A cura del prof. Cosmo Tridente.


Il carissimo amico e collaboratore di questo sito prof. Cosmo Tridente ha voluto gratificarmi  di una sua recensione al volume da me presentato sabato 12 gennaio 2013.
Di ciò lo ringrazio davvero di cuore, ancor più considerando la sua già nota ed apprezzata esperienza in campo editoriale locale.

L’efficacia descrittiva del dott. Franco Stanzione ci invita a riflettere su una tematica molto vasta e di grande peso, qual è quella della Quaresima e Settimana Santa a Molfetta. Con chiarezza discorsiva, l’Autore tratta un campo immenso, faticoso, per la mole delle notizie da selezionare e coordinare, in un testo corposo e ben strutturato.
Dopo una dettagliata introduzione concernente la Pasqua, le Arciconfraternite, le statue, le processioni, le marce funebri, la domenica di Carnevale, il martedì grasso, il dott. Stanzione, a mo’ di calendario, scandisce il periodo quaresimale nei suoi tradizionali riti religiosi: la processione della Croce, il Mercoledì delle Ceneri, i Venerdì di Quaresima, le Domeniche di Quaresima, il Settenario della B.V.Addolorata, la V Domenica di Quaresima, la processione dell’Addolorata, il Sabato di Passione, la Domenica delle Palme.
Indi, con estrema capacità espositiva, si inserisce nella Settimana Santa, parlando dei rispettivi riti liturgici, della processione dei Misteri e del Sabato Santo, sino ad arrivare alla Domenica di Pasqua. Uno sforzo volto ad offrire ai molfettesi momenti di incontro annuali intorno a sentimenti e tradizioni secolari; un modo per riviverle, ma anche per tramandarle. Non mancano, altresì, numerosi episodi e aneddoti che se non fossero stati annotati, con sagacia e rigorosa fedeltà alle fonti attinte, sarebbero stati perduti. Ed ecco così venir fuori dalle pagine, valori di preziosità informativa che valorizzano le tradizioni che sono punti di riferimento della nostra vita, cemento delle comunità umane.
Un plauso alla veste tipografica, curata con somma attenzione dall’Editrice L’Immagine e al corredo di un cospicuo numero di fotografie che integra la narrazione. A Franco Stanzione il merito di aver donato alla città di Molfetta un altro volume per capire, in maniera più profonda, una delle realtà che ci circonda e per ricordare che le tradizioni non vanno dimenticate ma ravvivate. Lo aveva sottolineato Luigi Pirandello nella sua opera teatrale Enrico IV del 1922: “Salutatemi tutte le tradizioni! Salutatemi tutti i costumi! Mettetevi a parlare con le parole che si sono sempre dette!”. 

* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto copertina del volume "La mia Settimana Santa".

lunedì 7 gennaio 2013

Presentazione del volume ”La mia Settimana Santa” di Francesco Stanzione


Sarà presentato alla stampa e alla cittadinanza, sabato 12 gennaio con inizio alle ore 18.30 presso l’Auditorium “Achille Salvucci” del Museo Diocesano di Molfetta, lo splendido volume “La mia Settimana Santa” del dottor Francesco Stanzione edito dalla Casa Editrice l'Immagine. La pregevole pubblicazione,ricca di puntuale documentazione storica, fotografica e delle fonti, corredata da testi liturgici, episodi inediti, aneddoti, percorsi, curiosità, racconta il periodo che a Molfetta va dalla Domenica di Carnevale alla Pasqua di Resurrezione, passando dalla Quaresima.
Grande attenzione da un appassionato, conoscitore e attento osservatore di questo particolare momento dell’anno, è dedicata alle processioni e alla loro storia, alle marce funebri, ai vari riti della quaresima, ai simulacri e alla loro storia, alle confraternite ed arciconfraternite della nostra città e non solo.
L’autore fa sì che il lettore si immedesimi e viva con lui, passo passo, quei giorni topici per un molfettese, sempre attraverso un linguaggio scorrevole e piacevole alla lettura.
Il volume di oltre 400 pagine, sarà presentato oltre che dall’autore, più volte priore dell’Arciconfraternita della Morte di Molfetta, dall’avvocato Francesca Pisani, già presidente dell’associazione Femminile Maria Santissima Addolorata, presso la Chiesa del Purgatorio, quindi profonda conoscitrice di quale valore rivestano questi giorni per un molfettese e del ruolo delle donne all’interno del sodalizio, e da Gaetano Armenio presidente dell’Associazione Culturale “Opera” e curatore dei progetti “Settimana Santa in Puglia” e “Patroni di Puglia” per conto della Regione.
Ad introdurre la serata e in qualità di moderatore, la giornalista Paola Copertino, molfettese, che da sempre si prodiga per valorizzare le eccellenze nel campo artistico, culturale e professionale, presenti sul nostro territorio.

* Testo a cura di Paola Copertino.