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QUESTO SITO STA CON IL PAPA

Online da lunedì 29 ottobre 2007 - Visualizzazioni totali

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giovedì 21 giugno 2012

La Confraternita di San Luigi Gonzaga a Molfetta

Mi è particolarmente gradito, nel giorno in cui ricorre la solennità liturgica di S. Luigi Gonzaga (della cui Confraternita sono stato Priore dal 1985 al 1988), pubblicare questo scritto del carissimo amico prof. Cosmo Tridente che ancora una volta ringrazio per la sua preziosa collaborazione a questo sito.

A cura del Prof. Cosmo Tridente.

Prima di soffermarci sulle vicende storiche della Confraternita, desidero brevemente tratteggiare la figura di questo Santo che la Chiesa festeggia il 21 giugno di ogni anno.
Luigi, figlio primogenito del marchese Ferran
te Gonzaga e di Donna Marta Tana di Santena, nacque a Castiglione delle Stiviere, un paesino in provincia di Mantova, il 9 marzo 1568.
Sin da ragazzo il padre lo portava con
sé in lunghi viaggi presso le corti italiane ed europee. Il marchese desiderava infatti educare così il suo erede alla vita di corte e addestrarlo alle arti diplomatiche, nelle quali i Gonzaga eccellevano per tradizione. Fu proprio alla corte di Spagna, mentre era ospite di Filippo II, che nella mente del ragazzo prese corpo l’idea di abbracciare la vita religiosa e di rinunciare al marchesato. Al suo ritorno in Castiglione, la comunicazione di questo proposito scatenò un dramma familiare perché Ferrante, consapevole dell’intelligenza e della rettitudine del figlio, non voleva rinunciare a un successore che avrebbe dato sicuramente lustro al casato. Convinto che potesse trattarsi di un capriccio adolescenziale, si adoperò per dissuadere il figlio, ora con rimproveri, ora con ricatti, ora tentando di distrarlo con piaceri della vita mondana. Ma fu tutto inutile. A 18 anni, firmato l’atto di rinuncia al marchesato in favore del fratello Rodolfo, Luigi potette partire per Roma per entrare, com’era suo desiderio, nella Compagnia di Gesù, avendo a maestro spirituale S. Roberto Bellarmino. Saltuariamente si recava a casa per aiutare la madre a risolvere problemi di casato tra suo fratello Rodolfo e il Duca di Mantova.

In una epidemia di peste volle prestare soccorso ad un appestato in abbandono caricandoselo sulle spalle. Contagiato dalla malattia, morì il 21 giugno 1591, aveva solo 23 anni. Il 31 dicembre 1726 venne proclamato Santo da Benedetto XIII e nel 1729 fu dichiarato patrono dei giovani, “onor dei vergini”, come si legge nel canto a lui dedicato. Il suo corpo si trova nella chiesa di Sant’Ignazio in Roma, mentre il capo è custodito nella Basilica a lui dedicata in Castiglione delle Stiviere.
Presso la parrocchia S. Gennaro in Molfe
tta, è custodita una statua lignea di S. Luigi(1814), opera dello scultore napoletano Francesco Verzella (lo stesso che scolpì le statue dell’Assunta e della Madonna del Buon Consiglio). L’iconografia lo rappresenta come un giovane novizio gesuita che stringe al petto un crocifisso e nell’atto di calpestare lo scettro e la corona, simboli di mondanità e di potere. La Confraternita omonima fu istituita nel 1788 per volontà del vescovo Gennaro Antonucci (1774-1804) il quale, dopo la soppressione dei Padri Gesuiti, si rese conto dell’abbandono spirituale degli studenti della città, ragion per cui ordinò ai maestri di Molfetta di condurre i propri alunni, nelle domeniche e feste di precetto, in una cappella del nuovo palazzo vescovile (ex collegio dei gesuiti). Qui sorse un oratorio dedicato a S. Luigi dove i soci, nel 1809, indossarono per la prima volta l’abito proprio della Congregazione e cioè camice bianco con cingolo cremisi e una stola bianca trasversale con il ricamo delle insegne della Confraternita: scettro, corona e giglio. Nel 1818, per motivi logistici, i congregati chiesero al vescovo Domenico Antonio Cimaglia (1818-1819) il trasferimento del sodalizio da detta cappella alla parrocchia S. Gennaro, con il consenso del parroco pro-tempore Francesco Saverio Nisio. Il 25 aprile 1823 la Confraternita fu riconosciuta giuridicamente con decreto di Ferdinando I di Borbone.

Scopo della Confraternita, come ha scritto Luigi Michele de Palma (vedi “Luce e Vita” n. 33 del 9.9.1984) è quello “di promuovere tra gli iscritti una vita cristiana nella sua pienezza attraverso l’ascolto della parola di Dio, la vita sacramentale e il servizio dei fratelli; diffondere la devozione e il culto per S. Luigi Gonzaga, patrono della Gioventù Cattolica, costituirsi come qualificata presenza cristiana collaborando con le altre Confraternite e in particolar modo alle attività pastorali parrocchiali, promuovendo anche iniziative culturali”.
Il nuovo statuto della Congrega, approvato da
mons. Antonio Bello il 4 febbraio 1984, prevede, tra l’altro: l’incontro con i confratelli ogni terza domenica del mese per la recita dei Vespri, la partecipazione alle processioni del Corpus Domini e dei Santi Patroni, la celebrazione del triduo e della festa del Santo nel mese di giugno, la indizione di tre assemblee ordinarie nel corso dell’anno, l’istituzione di borse di studio per studenti bisognosi, la celebrazione di una messa di suffragio nel trigesimo della morte di ciascun confratello.
Dopo un lungo periodo di inattività, nel 1985 il sodalizio riprese le sue pratiche devozionali per interessamento dell’Amministrazione 1985-1988, presieduta dal dott. Francesco Stanzione (già Priore dell’Arciconfraternita della Morte), coadiuvato da Onofrio Sgherza (I° componente) e Umberto Rana (2° componente) essendo parroco don Saverio De Palma. Il simulacro, fissato su una base di legno noce, fu portato in processione nel 1986 e nel 1988 per le principali vie della città, con devota partecipazione di un folto numero di giovani confratelli iscritti.
Attualmente la Confraternita
di S. Luigi, è tornata nuovamente in oblìo, avendo il pio sodalizio sospeso ogni attività liturgica e celebrativa. L’attuale parroco di S. Gennaro, Mons. Sergio Vitulano, particolarmente attento al culto e alla devozione nella propria parrocchia, da quest’anno ha voluto ripristinare il triduo in onore del Santo.
E’ auspicabile che l’antica Confraternita riprenda la s
ua attività, superando le difficoltà esistenti. “Amor mi mosse, che mi fa parlare”, direbbe Dante ( Inferno, II, 72).

- PROCESSIONE DEL 22 GIUGNO 1986 -





* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto tratte dall' Archivio Fotografico privato del dott. Francesco Stanzione.

lunedì 11 giugno 2012

La Sagra dei Misteri di Campobasso - Edizione 2012

Il 10 giugno 2012 si è svolta a Campobasso la tradizionale Sagra dei Misteri, in occasione del "Corpus Domini".



Come ormai ogni anno non potevo mancarvi e, sempre secondo consuetudine, ho realizzato un


che ho pubblicato
sul sito La mia Settimana Santa nella sezione "Tradizioni di mio interesse" - La Sagra dei Misteri di Campobasso - Galleria fotografica.

* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

martedì 5 giugno 2012

La Sagra dei Misteri di Campobasso: "Un'emozione che dura in eterno"

Domenica prossima è la festa del "Corpus Domini" e in questo giorno, a Campobasso, si svolge la tradizionale "Sagra dei Misteri", una delle manifestazioni più belle che mi sia stato dato di conoscere in Italia.
Questa occasione è diventata per me ormai irrinunciabile in quanto mi piace tantissimo, oserei dire quasi come la Settimana Santa, al punto che appena terminata, inizio già il "countdown" per l' anno successivo, esattamente come faccio per la Pasqua.
Domenica 10 giugno infatti, di primissimo mattino, sarò a Campobasso in compagnia, come sempre, del mio carissimo amico Mauro Spagnoletti, anch' egli cultore e studioso di tradizioni popolari e, cosa che mi fa ancora più piacere, di mia figlia Lubiana.
Anche quest' anno il mio carissimo amico Giovanni Teberino, elemento cardine della Sagra e interprete del Mistero di S. Isidoro, mi ha gratificato con la pubblicazione sul numero speciale de
"IL PUNTO" - Edizione di giugno 2012, di un articolo a mia firma dal titolo




E' possibile leggere questo articolo sul sito
"La mia Settimana Santa", nella sezione "I miei scritti".

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratte da
"IL PUNTO" - Edizione di giugno 2012.

venerdì 1 giugno 2012

COSI' MOLFETTA ONORA GIULIO COZZOLI!

Sul numero di Giugno 2012 del pregevole mensile locale "L'Altra Molfetta" è possibile leggere un mio articolo su quello che personalmente definisco un oltraggio alla memoria del grande scultore molfettese Giulio Cozzoli, autore tra l'altro delle Statue della Passione portate in processione durante la Settimana Santa dalla Venerabile Arciconfraternita della Morte.



- IL TESTO DELL' ARTICOLO -
(cliccare per leggerlo)



- Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

giovedì 24 maggio 2012

La Settimana Santa a Màlaga (SPAGNA)

Dopo molti mesi di lavoro e ricerche, sono riuscito a portare a termine, sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione Settimana Santa in Spagna, una scheda monografica su

La Settimana Santa a Màlaga

Confratello d'eccezione nel panorama confraternale di Màlaga è il notissimo attore Antonio Banderas.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratte dal web.

mercoledì 16 maggio 2012

La Settimana Santa a Montescaglioso (MT)

A Montescaglioso, centro collinare della provincia di Matera di circa 10.000 abitanti, la Settimana Santa rappresenta uno dei momenti più significativi della religiosità popolare.
Anche qui infatti si svolgono riti e tradizioni secolari che sono giunti quasi immutati fino ai nostri giorni.
La Quaresima, che precede la Settimana Santa, a Montescaglioso inizia a mezzanotte tra il martedì grasso ed il Mercoledì delle Ceneri, con quaranta rintocchi scanditi da una campana, indicando la fine del Carnevale e l' inizio del periodo di penitenza.
Secondo una antica consuetudine, per le strade del paese vengono esposte per quaranta giorni sette pupazze nere ed una bianca, realizzate con stoffe
e abiti in disuso. Le pupe in nero rappresentano le sette settimane della Quaresima e sono di diversa statura; la maggiore (prima settimana) e la minore (ultima settimana) fino ad arrivare all' unica pupa bianca che rappresenta la Pasqua. Ad ognuna di queste pupazze viene dato un nome: Anna, Susanna, Rebecca, Rebanna, Pasqua, Pasquaredda, Palma e Pasquairanna.



Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione La Settimana Santa in Basilicata, ho realizzato una scheda monografica su


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratte dal web.

martedì 15 maggio 2012

Il Venerdì Santo ad Orte (VT)

Il Venerdì Santo ad Orte offre senza dubbio una delle più suggestive rievocazioni della Passione di Cristo di tutta Italia; una manifestazione di devozione dei fedeli di grande bellezza e struggimento.
Si tratta della processione del Cristo Morto che è probabilmente l'evento religioso più atteso di tutto l'anno dagli ortani e da chi ama Orte.
Essa è la più antica in Italia e, nonostante dei piccoli aggiustamenti, dagli inizi del 1200 non ha mai cambiato la sua forma originaria: un corteo mesto e devoto che accompagna Cristo alla sua sepoltura. A portare avanti questa tradizione sono le Confraternite Riunite di Orte, fra le quali spicca la Confraternita di Santa Croce che nel 2009 ha compiuto 850 anni, risultando la più longeva d'Italia.
La processione non è folclore o spettacolo, ma solo fede e preghiera. Tutta la città è al buio, solo la luce delle fiaccole illumina il passaggio dei confratelli. Il silenzio è rotto dallo strascico delle pesanti catene legate ai piedi scalzi dei cirenei, curvi sotto il peso di una pesante croce, ad espiazione così dei loro peccati.
Lo storico ortano Delfo Gioacchini (1918 - 1999), nel definire l'antichità e l'esatta conservazione dei rituali della processione del Cristo Morto di Orte, dice:
"Se per un ipotesi impossibile tornassero a noi gli ortani del '200 o dei secoli successivi, certamente stenterebbero a riconoscere la struttura della città in cui vissero, tante sono state le modifiche che essa ha avuto. Ma certamente rivedrebbero con profonda commozione la processione alla quale essi stessi parteciparono, così come essi la vissero".

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa nell' Italia Centro-Settentrionale, è possibile accedere alla scheda monografica su


IL VENERDI' SANTO AD ORTE (VT)

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratta dal web.