Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione Tradizioni di mio interesse, ho pubblicato nella GALLERIA FOTOGRAFICA della Sagra dei Misteri di Campobasso, la
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lunedì 23 giugno 2014
domenica 22 giugno 2014
22 giugno 2014 - La Sagra dei Misteri di Campobasso (1^ parte)
Ancora una volta la Sagra dei Misteri di Campobasso torna a stupire con i suoi diavoli ed angeli che svolazzano per la città nel giorno del Corpus Domini.
Quella di quest'anno è stata la prima edizione senza la presenza di Cosmo Teberino, grazie al quale la tradizione è giunta così com'è, anzi rinvigorita, ai nostri giorni.
Dopo la S. Messa celebrata dal Vescovo di Campobasso Mons. Giancarlo Maria Bregantini all'interno del Museo dei Misteri, si è proceduto come al solito alla "Vestizione" dei Misteri.
Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione Tradizioni di mio interesse, ho pubblicato nella GALLERIA FOTOGRAFICA della Sagra dei Misteri di Campobasso, la
* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.
mercoledì 18 giugno 2014
Presentata la sfilata del 2014 dei Misteri di Campobasso
È stata presentata il 14 giugno nel "Museo dei Misteri" di Campobasso la sfilata degli ingegni del Di Zinno, evento centrale del Corpus Domini a Campobasso in programma domenica 22 giugno.
I tredici ingegni - il primo ad uscire sarà quello di Sant'Isidoro - percorreranno un tracciato all'interno del centro storico cittadino di quasi quattro chilometri.
Presso il museo, alle 8.00, ci sarà la messa celebrata dal Vescovo Mons. Bregantini, poi dalle 9.00 è previsto il rito della vestizione. Alle 10.00 l'uscita del primo mistero.
Alle 13.30, davanti al Comune, la benedizione degli ingegni col rientro alle 14.00 al Museo dei Misteri di portatori e persone sugli ingegni.
Non solo però tradizione, ma anche innovazione. Su quattro ingegni infatti, saranno installate delle microcamere che forniranno delle immagini esclusive.
Prevista anche la presenza di tredici artisti rinomati - uno per ingegno - che andranno a disegnare delle opere d'arte legate al singolo ingegno.
Sempre a proposito di opere d'arte a settembre uscirà un fumetto (che ha avuto una prima presentazione con un filmato illustrato nel corso della conferenza) disegnato da Luigi De Michele e scritto dal dott. Franco Stanzione che avrà come principale protagonista Cosmo Teberino, compianto motore immobile dell'iniziativa e padre del presidente dell'associazione "Misteri e Tradizioni", anfitrione della conferenza stampa di presentazione.
* Testo e foto tratte dal web.
martedì 17 giugno 2014
Taranto, 15 giugno 2014 - 250° Anniversario della donazione delle Statue di Gesù Morto e dell'Addolorata alla Confraternita del Carmine
Sul sito La mia Settimana Santa, nella scheda monografica su La Settimana Santa a Taranto della sezione Settimana Santa in Puglia, ho pubblicato un ampio
sulla
svoltasi a Taranto il 15 giugno 2014, per ricordare il 250° Anniversario della donazione delle due Statue da parte della Famiglia Calò all'Arciconfraternita del Carmine.
Alla processione hanno partecipato, su invito del Priore dell'Arciconfraternita del Carmine Antonello Papalia, altre Confraternite ed Arciconfraternite di Puglia, tra cui l'Arciconfraternita della Morte di Molfetta.
* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.
giovedì 12 giugno 2014
SCIOLTA LA CONFRATERNITA DI SAN LUIGI GONZAGA A MOLFETTA
A cura del prof. Cosmo Tridente
Prima di soffermarci sulle
vicende storiche della Confraternita, desidero brevemente tratteggiare la
figura di questo Santo che la Chiesa festeggia il 21 giugno di ogni anno.
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Luigi, figlio primogenito del
marchese Ferrante Gonzaga e di Donna Marta Tana di Santena, nacque a
Castiglione delle Stiviere, un paesino in provincia di Mantova, il 9 marzo
1568.
Sin da ragazzo il padre lo
portava con sé in lunghi viaggi presso le corti italiane ed europee. Il
marchese desiderava infatti educare così il suo erede alla vita di corte e
addestrarlo alle arti diplomatiche nelle quali i Gonzaga eccellevano per
tradizione. Fu proprio alla corte di Spagna, mentre era ospite di Filippo II,
che nella mente del ragazzo prese corpo l’idea di abbracciare la vita religiosa
e di rinunciare al marchesato. Al suo ritorno in Castiglione, l’annuncio di
questo proposito scatenò un dramma familiare perché Ferrante, consapevole
dell’intelligenza e della rettitudine del figlio, non voleva rinunciare a un
successore che avrebbe dato sicuramente lustro al casato. Convinto che potesse
trattarsi di un capriccio adolescenziale, si adoperò per dissuadere il figlio,
ora con rimproveri, ora con ricatti, ora tentando di distrarlo con piaceri
della vita mondana. Ma fu tutto inutile. A 18 anni, firmato l’atto di rinuncia
al marchesato in favore del fratello Rodolfo, Luigi potette partire per Roma
per entrare, com’era suo desiderio, nella Compagnia di Gesù, avendo a maestro
spirituale S. Roberto Bellarmino. Saltuariamente si recava a casa per aiutare
la madre a risolvere problemi di casato tra suo fratello Rodolfo e il Duca di
Mantova.
In una epidemia di peste volle prestare soccorso ad un
appestato in abbandono caricandoselo sulle spalle. Contagiato dalla malattia,
morì il 21 giugno 1591, aveva solo 23 anni. Il 31 dicembre 1726 venne proclamato
Santo da Benedetto XIII e nel 1729 fu dichiarato patrono dei giovani: Luigi onor dei vergini / Proteggi i tuoi
devoti / Accogli lodi e voti / Che lieti a te leviam, come leggiamo nel
canto a lui dedicato, composto da Vitantonio Cozzoli. I suoi resti mortali si
trovano nella chiesa di Sant’Ignazio in Roma, mentre il capo è custodito nella
Basilica a lui dedicata in Castiglione delle Stiviere.
Presso la parrocchia S. Gennaro
in Molfetta, è custodita una statua lignea di S. Luigi (1814), opera dello
scultore napoletano Francesco Verzella (lo stesso che scolpì le statue
dell’Assunta e della Madonna del Buon Consiglio, ivi venerate). L’iconografia
lo rappresenta come un giovane novizio gesuita che stringe al petto un
crocifisso e nell’atto di calpestare lo scettro e la corona, simboli di
mondanità e di potere.
.
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A tale proposito giova qui
riportare alcuni dati anagrafici dello scultore, autore dei tre capolavori,
tratti dall’Archivio Storico Diocesano di Napoli: Francesco Antonio Giuseppe Verzella, di Giovanni e Orsola Rispoli,
fu battezzato il 28 marzo 1776 ed abitava alle Gradelle di S. Giuseppe. L’8
gennaio 1795 dichiara di essere scultore ed abita presso la parrocchia di Tutti
i Santi. Sposò in prime nozze Maria Gaetana Teresa Landi e dal loro matrimonio
nacque Luigi il quale a sua volta sposò Giuseppa Taglialatela. Il 27 gennaio
1823 muore Teresa Landi di anni 42 ed è sepolta nella Congrega di Verteceli. Il
7 dicembre 1826 Francesco Verzella di anni 50, figlio di Giovanni ed Orsola
Rispoli e vedovo di Teresa Landi contrae il 2° matrimonio con Maria Pennino di
anni 35, figlia del fu Domenico e Chiara Stella Nappi e vedova di Francesco
Benevento, napoletani della parrocchia di Tutti i Santi. Dal 2° matrimonio
nasce Ferdinando che a sua volta sposa Maria Angela Fortini. Francesco Verzella
muore nel 1835.
Ma ritorniamo alla Confraternita
di S. Luigi.
La Confraternita
omonima fu istituita nel 1788 per volontà del vescovo Gennaro Antonucci
(1774-1804) il quale, per impartire ai giovani la morale e le istituzioni
cristiane ordinò ai maestri di Molfetta, nelle domeniche e feste di precetto, di
condurre i propri alunni nel chiostro del palazzo vescovile (ex collegio dei
gesuiti). Il vescovo assegnò loro per questo intento una cappella che sorgeva
nel recinto del palazzo vescovile. Qui nacque un oratorio dove i giovani si
sentirono subito congregati. Vi erano varie manifestazioni di culto quali le
feste in onore di S. Luigi e di Maria Assunta alla quale è dedicata la Cattedrale) con
novenario e processione. Il coordinatore di queste attività era l’allora Accolito
don Gaetano Salvemini poi diventato Canonico della Cattedrale e Padre
Spirituale (forse il primo della Congregazione). Nel 1809 i congreganti
chiesero alle autorità ecclesiastiche di poter seguire la processione di S.
Luigi non in abiti ordinari, e ciò venne loro concesso. Così nacque il camice
bianco con cingolo cremisi e una stola bianca trasversale con il ricamo delle
insegne della Confraternita: scettro, corona e giglio, in più in quell’epoca si
usò una medaglia d’argento con l’effige del Santo su sfondo cremisi. In epoca
imprecisata (forse nel 1818), per motivi logistici, i congregati chiesero al
vescovo Domenico Antonio Cimaglia (1818-1819) il trasferimento del sodalizio da
detta cappella alla parrocchia S. Gennaro, con il consenso del parroco
pro-tempore Francesco Saverio Nisio. Il 25 aprile 1823 la Confraternita fu
riconosciuta giuridicamente con decreto di Ferdinando I di Borbone.
Scopo della Confraternita, come
ha scritto Luigi Michele de Palma (“Luce e Vita” n.33 del 9.9.1984) era quello di promuovere tra gli iscritti una vita
cristiana nella sua pienezza attraverso l’ascolto della parola di Dio, la vita
sacramentale e il servizio dei fratelli; diffondere la devozione e il culto per
S. Luigi Gonzaga, patrono della Gioventù Cattolica, costituirsi come
qualificata presenza cristiana collaborando con le altre Confraternite e in particolar
modo alle attività pastorali parrocchiali, promuovendo anche iniziative
culturali.
Il nuovo statuto della Congrega,
approvato da mons. Antonio Bello il 31 maggio 1987 prevedeva, tra l’altro:
l’incontro con i confratelli ogni terza domenica del mese per la recita dei
Vespri, la partecipazione alle processioni del Corpus Domini e dei Santi
Patroni, la celebrazione del triduo e della festa del Santo nel mese di giugno,
la indizione di tre assemblee ordinarie nel corso dell’anno, l’istituzione di
borse di studio per studenti bisognosi, la celebrazione di una messa di
suffragio nel trigesimo della morte di ciascun confratello. La Congregazione operò
sino agli inizi del 1900, e nel 1909 si tenne per l’ultima volta la
tradizionale processione del Santo.
Dopo un lungo periodo di
inattività, nel 1985 il sodalizio riprese le sue pratiche devozionali per
interessamento dell’Amministrazione 1985-1988, presieduta dal dott. Francesco
Stanzione (già Priore dell’Arciconfraternita della Morte), coadiuvato da
Onofrio Sgherza (primo componente) e Umberto Rana (secondo componente) essendo
parroco don Saverio De Palma. Il simulacro, fissato su una base di legno noce,
fu portato in processione nel 1986 e nel 1988 per le principali vie del
quartiere parrocchiale, con devota partecipazione di un folto numero di giovani
confratelli (a quell’epoca si contavano circa un centinaio di iscritti).
Negli anni successivi è rimasta
sospesa ogni attività confraternale e celebrativa sino ai nostri giorni,
nonostante i buoni auspici di Mons. Sergio Vitulano, attuale parroco della
parrocchia S. Gennaro. Pertanto, per il persistere dell’inattività, S.E. Mons.
Luigi Martella, vescovo della Diocesi, avvalendosi della facoltà concessa dal
canone 120 §1 del Codice di Diritto Canonico, con proprio decreto del 12
novembre 2011, Prot .n.170/11, deliberò l’estinzione del pio sodalizio,
disponendo che la cappella funeraria ubicata nel Cimitero monumentale di
Molfetta ed eventuali altri beni appartenenti alla Confraternita, fossero
devoluti alla parrocchia S. Gennaro.
La richiesta inoltrata in data 13
dicembre 2011 da Mons. Sergio Vitulano al Sindaco pro-tempore di Molfetta al
fine di ascrivere ai beni della parrocchia la cappella funeraria è rimasta inascoltata, per cui l’immobile
attualmente è in stato di abbandono.
Non c’è dubbio che l’estinzione
della Confraternita di S. Luigi segna, purtroppo, un’amara sconfitta nella
storia religiosa e culturale della nostra città, nonché nella stessa vita di
relazione. Non a caso Italo Calvino (Il
barone rampante) così si esprime: «Le
associazioni (religiose o laicali che siano) rendono l’uomo più forte e mettono
in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che
raramente s’ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c’è onesta e
brava e capace e per cui vale la pena di volere cose buone».
Ci resta solo la consolazione, coram populo, di conservare nel
patrimonio ecclesiastico un’opera scultorea verzelliana di notevole valore
artistico. E questa non può essere “estinta”, absit iniuria verbis.
* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto (1) e (2) provenienti dall'archivio privato del dott. Francesco Stanzione, foto (3) a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto (1) e (2) provenienti dall'archivio privato del dott. Francesco Stanzione, foto (3) a cura del prof. Cosmo Tridente.
giovedì 5 giugno 2014
11 aprile 2014 - La processione della Addolorata negli scatti di Pasquale Magarelli
Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle FOTO dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato il bellissimo
di Pasquale Magarelli, cultore degli aspetti più particolari della Settimana Santa molfettese.
Questo reportage fotografico è, a mio parere, meritevole di grandissima attenzione ed ammirazione; la "lettura" attenta delle foto provoca una immersione totale nell'atmosfera pasquale più autentica, facendo dimenticare per qualche istante la realtà.
* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Pasquale Magarelli.
domenica 18 maggio 2014
L'Uscita della processione del Sabato Santo 2014 negli scatti di Nicola Pansini
sulla Uscita della processione del Sabato Santo, realizzato da Nicola Pansini.
* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Nicola Pansini.
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