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QUESTO SITO STA CON IL PAPA

Online da lunedì 29 ottobre 2007 - Visualizzazioni totali

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giovedì 6 gennaio 2011

La Settimana Santa a Campobasso

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Italia - Molise, ho pubblicato una nuova monografia su La Settimana Santa a Campobasso.
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* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.

martedì 4 gennaio 2011

La Settimana Santa a San Nicandro Garganico

Ho finalmente il piacere di pubblicare sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia, la scheda monografica su La Settimana Santa a San Nicandro Garganico, cittadina in provincia di Foggia.
Ci tengo particolarmente a sottolineare che tra il 2004 ed il 2005, sotto la mia Amministrazione, c' è stato tra l' Arciconfraternita della Morte di Molfetta e la Confraternita della Pietà o Morte di San Nicandro Garganico, il primo dei tanti scambi culturali con altri sodalizi similari che ho promosso in sei anni.
Infatti il 2 ottobre 2004 la Confraternita della Pietà o Morte venne in visita presso la Chiesa del Purgatorio.

Invece il 5 giugno 2005 fu l' Arciconfraternita della Morte che ricambiò la visita, recandosi presso la Chiesa dell' Addolorata di San Nicandro.


San Nicandro Garganico è sede di quattro Confraternite che si contraddistinguono dalle tante altre pugliesi per la straordinaria bellezza degi abiti di rito: la Confraternita della Pietà o Morte, la Arciconfraternita del SS. Rosario, la Arciconfraternita del SS. Sacramento e la Confraternita di Maria SS. di Costantinopoli.


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Sento il dovere altresì di ringraziare l' amico e confratello della Pietà o Morte di San Nicandro Garganico avv. Angelo Diana, per la preziosa collaborazione nel fornirmi gran parte del materiale documentario utilizzato per realizzare il lavoro su La Settimana Santa a San Nicandro Garganico.
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Un' ultima osservazione ... quanti hanno criticato la mia apertura culturale durante il mio mandato amministrativo dell' Arciconfraternita della Morte, aprano gli occhi e si rendano conto di che cosa significa fare vita di confraternita o guidarne una ... ma tant' è ... loro non saranno mai a capo di una di esse ...
Ancora una volta posso dire ... Io sì, loro no ... anzi mai!
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* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.

lunedì 3 gennaio 2011

La Settimana Santa a Bari

Il Natale rappresenta, per chi la pensa come me, esclusivamente una festa religiosa e non una scusa, come tante, per rendere tutto il mese di dicembre ed inizio gennaio solo una banale e lunga maratona gastronomica; a Bari, per esempio, non so quanti si saranno accorti che la notte del 25 dicembre è nato Gesù Cristo, occupati come sono i suoi abitanti, a bivaccare ore ed ore a tavola, per poi andare il giorno dopo nelle farmacie di turno con problemi gastro intestinali conseguenti alle loro abbondanti libagioni.
Nonostante che Bari sia ormai una metropoli, dove persino la festa di S. Nicola è diventata solo un fatto coreografico di cui si occupa soprattutto il Comune (che brutta cosa quando le feste passano dalla dimensione religiosa a quella laica!), la Settimana Santa ha ancora alcune "sacche di resistenza" nella Città Vecchia dove operano ancora alcune Confraternite.
Quando infatti si parla di Settimana Santa in Puglia non si fa mai riferimento a quella del capoluogo ... eppure ...
E poichè finalmente le "sagre del consumismo" dei giorni scorsi sono ormai alle spalle, ritengo opportuno riprendere la pubblicazione delle mie monografie sul periodo più bello dell' anno, proprio con la proposizione di qualcosa di raro ed inedito da trovare sul web:
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Poichè Bari non è solo il centro cittadino, ma anche le frazioni, mi occuperò successivamente della Settimana Santa che molto più degnamente si celebra in ognuna di esse; saranno quindi considerate Palese, Santo Spirito, Carbonara e Ceglie.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto tratta dal web.

domenica 2 gennaio 2011

Omaggio al prof. Cosmo Tridente

Dopo quasi tre anni di gradita quanto qualificata collaborazione del prof. Cosmo Tridente a questo blog, mi è sembrato doveroso iniziare l' anno 2011 ricordando ai lettori il suo prezioso contributo nel tramandare e diffondere episodi ed aneddoti di storia molfettese ... e non solo, inediti o che altrimenti potrebbero andare perduti.
Per questo, allo scopo di rendere più facile la consultazione dei suoi scritti sin qui pubblicati su questo Blog, ho provveduto a riproporli anche sul sito La mia Settimana Santa nella sezione COLLABORAZIONI.
Al prof. Cosmo Tridente vada quindi tutta la riconoscenza dei lettori e mia personale, in attesa di leggere ciò che Egli vorrà scrivere in seguito.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.

martedì 28 dicembre 2010

27/6/1999 - I Misteri di Campobasso in Piazza S. Pietro a Roma

Ho pubblicato sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione Tradizioni di mio interesse - La Sagra dei Misteri di Campobasso, una serie di cartoline relative a
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in occasione dell' Angelus del 27 giugno del 1999.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto tratta dalla serie di cartoline edite da Tipografia "San Giorgio" - Campobasso.

domenica 26 dicembre 2010

26 dicembre: S. Stefano Protomartire, titolare della Venerabile Arciconfraternita di S. Stefano in Molfetta

Questa mattina alle ore 9.oo, nella Chiesa di S. Stefano in Molfetta, si è celebrata la S. Messa solenne in occasione della festività liturgica del Protomartire S. Stefano.
La celebrazione è stata officiata da S. Ecc. za Mons. Luigi Martella, Vescovo di Molfetta, che nella sua, a dir poco magistrale omelia, ha delineato la figura del Santo ed ha invitato i confratelli del Sacco Rosso a leggere quei brani degli Atti degli Apostoli in cui si parla del suo martirio, con particolare riferimento al discorso proferito dinanzi al Sinedrio che lo giudicava.
Aderendo all' invito del Vescovo, con piacere propongo questi testi alla attenzione dei lettori di questo sito, in particolare ai miei confratelli nel nome di S. Stefano.
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ATTI DEGLI APOSTOLI - Cap. 6
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[1]In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana.
[2]Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: "Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense.
[3]Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest'incarico.
[4]Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola".
[5]Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiòchia.
[6]Li presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
[7]Intanto la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede.
[8]Stefano intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo.
[9]Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei "liberti" comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell'Asia, a disputare con Stefano,
[10]ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava.
[11]Perciò sobillarono alcuni che dissero: "Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio".
[12]E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio.
[13]Presentarono quindi dei falsi testimoni, che dissero: "Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge.
[14]Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè".
[15]E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
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ATTI DEGLI APOSTOLI - Cap. 7
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[1]Gli disse allora il sommo sacerdote: «Queste cose stanno proprio così?».
[2]Ed egli rispose: «Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria apparve al nostro padre Abramo quando era ancora in Mesopotamia, prima che egli si stabilisse in Carran,
[3]e gli disse: Esci dalla tua terra e dalla tua gente e va' nella terra che io ti indicherò.
[4]Allora, uscito dalla terra dei Caldei, si stabilì in Carran; di là, dopo la morte del padre, Dio lo fece emigrare in questo paese dove voi ora abitate,
[5]ma non gli diede alcuna proprietà in esso, neppure quanto l'orma di un piede, ma gli promise di darlo in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui, sebbene non avesse ancora figli.
[6]Poi Dio parlò così: La discendenza di Abramo sarà pellegrina in terra straniera, tenuta in schiavitù e oppressione per quattrocento anni.
[7]Ma del popolo di cui saranno schiavi io farò giustizia, disse Dio: dopo potranno uscire e mi adoreranno in questo luogo.
[8]E gli diede l'alleanza della circoncisione. E così Abramo generò Isacco e lo circoncise l'ottavo giorno e Isacco generò Giacobbe e Giacobbe i dodici patriarchi.
[9]Ma i patriarchi, gelosi di Giuseppe, lo vendettero schiavo in Egitto. Dio però era con lui
[10]e lo liberò da tutte le sue afflizioni e gli diede grazia e saggezza davanti al faraone re d'Egitto, il quale lo nominò amministratore dell'Egitto e di tutta la sua casa.
[11]Venne una carestia su tutto l'Egitto e in Canaan e una grande miseria, e i nostri padri non trovavano da mangiare.
[12]Avendo udito Giacobbe che in Egitto c'era del grano, vi inviò i nostri padri una prima volta;
[13]la seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli e fu nota al faraone la sua origine.
[14]Giuseppe allora mandò a chiamare Giacobbe suo padre e tutta la sua parentela, settantacinque persone in tutto.
[15]E Giacobbe si recò in Egitto, e qui egli morì come anche i nostri padri;
[16]essi furono poi trasportati in Sichem e posti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato e pagato in denaro dai figli di Emor, a Sichem.
[17]Mentre si avvicinava il tempo della promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto,
[18]finché salì al trono d'Egitto un altro re, che non conosceva Giuseppe.
[19]Questi, adoperando l'astuzia contro la nostra gente, perseguitò i nostri padri fino a costringerli a esporre i loro figli, perché non sopravvivessero.
[20]In quel tempo nacque Mosè e piacque a Dio; egli fu allevato per tre mesi nella casa paterna, poi,
[21]essendo stato esposto, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come figlio.
[22]Così Mosè venne istruito in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente nelle parole e nelle opere.
[23]Quando stava per compiere i quarant'anni, gli venne l'idea di far visita ai suoi fratelli, i figli di Israele,
[24]e vedendone uno trattato ingiustamente, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, uccidendo l'Egiziano.
[25]Egli pensava che i suoi connazionali avrebbero capito che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non compresero.
[26]Il giorno dopo si presentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e si adoperò per metterli d'accordo, dicendo: Siete fratelli; perché vi insultate l'un l'altro?
[27]Ma quello che maltrattava il vicino lo respinse, dicendo: Chi ti ha nominato capo e giudice sopra di noi?
[28]Vuoi forse uccidermi, come hai ucciso ieri l'Egiziano?
[29]Fuggì via Mosè a queste parole, e andò ad abitare nella terra di Madian, dove ebbe due figli.
[30]Passati quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente.
[31]Mosè rimase stupito di questa visione; e mentre si avvicinava per veder meglio, si udì la voce del Signore:
[32]Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Esterrefatto, Mosè non osava guardare.
[33]Allora il Signore gli disse: Togliti dai piedi i calzari, perché il luogo in cui stai è terra santa.
[34]Ho visto l'afflizione del mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli; ed ora vieni, che ti mando in Egitto.
[35]Questo Mosè che avevano rinnegato dicendo: Chi ti ha nominato capo e giudice?, proprio lui Dio aveva mandato per esser capo e liberatore, parlando per mezzo dell'angelo che gli era apparso nel roveto.
[36]Egli li fece uscire, compiendo miracoli e prodigi nella terra d'Egitto, nel Mare Rosso, e nel deserto per quarant'anni.
[37]Egli è quel Mosè che disse ai figli d'Israele: Dio vi farà sorgere un profeta tra i vostri fratelli, al pari di me.
[38]Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l'angelo che gli parlava sul monte Sinai e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi.
[39]Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, lo respinsero e si volsero in cuor loro verso l'Egitto,
[40]dicendo ad Aronne: Fa' per noi una divinità che ci vada innanzi, perché a questo Mosè che ci condusse fuori dall'Egitto non sappiamo che cosa sia accaduto.
[41]E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono sacrifici all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani.
[42]Ma Dio si ritrasse da loro e li abbandonò al culto dell'esercito del cielo, come è scritto nel libro dei Profeti:
[43]Mi avete forse offerto vittime e sacrifici per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele? Avete preso con voi la tenda di Mòloch, e la stella del dio Refàn, simulacri che vi siete fabbricati per adorarli! Perciò vi deporterò al di là di Babilonia.
[44]I nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il modello che aveva visto.
[45]E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide.
[46]Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe;
[47]Salomone poi gli edificò una casa.
[48]Ma l'Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo, come dice il Profeta:
[49]Il cielo è il mio trono e la terra sgabello per i miei piedi. Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo?
[50]Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose?
[51]O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi.
[52]Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori;
[53]voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l'avete osservata».
[54]All'udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui.
[55]Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra
[56]e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio».
[57]Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui,
[58]lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.
[59]E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito».
[60]Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto tratta dal web.

domenica 5 dicembre 2010

Natale ... pensando a S. Stefano

Questa mattina sono stato alla S. Messa celebrata come ogni domenica nella Chiesa di S. Stefano, sede della mia amatissima Arciconfraternita di S. Stefano che, insieme a quella della Morte, ho sempre portato e porterò nel cuore fino all' ultimo momento della mia vita.
Sono rimasto colpito dalla lettura di un breve quanto semplice brano pubblicato su "Il Cenacolo", periodico mensile dell' Arciconfraternita, a firma del mio amico e confratello Domenico Petruzzella: riguarda proprio il protomartire S. Stefano, titolare del nostro Venerabile Sodalizio.
Mi è talmente piaciuto che ho voluto farne motivo di riflessione su questo sito per tutto il periodo natalizio.
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A cura di Domenico Petruzzella
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Tra i pastori che erano accorsi ad adorare Gesù Bambino c' erano anche delle donne.
Esse avevano portato con sé i loro bambini perché Gesù li benedicesse.
Tecla, una giovane sposa, non aveva figli, ma desiderava tanto averne uno.
Per non essere da meno delle altre donne, prese una grossa pietra, l' avvolse in uno scialle, mise sulla sommità una cuffietta e se la teneva fra le braccia, proprio come se fosse un bambino appena nato.
Quando vide Gesù, così bello e sorridente, fu presa dalla commozione e si mise a piangere, là in ginocchio, davanti alla capanna.
Quando si alzò per ritornare a casa, Maria che aveva letto nel suo cuore e che aveva capito il suo innocente inganno le domandò: "Tecla, che cosa porti in braccio?"
Sentendosi scoperta, la donna rispose: "Allatto un figlio maschio".
Allora la Madonna le disse: "Su, scopriti il seno e allatta tuo figlio; da questo momento il tuo desiderio é stato esaudito. La tua pietra é diventata un bel bambino".
La donna scostò lo scialle che avvolgeva la pietra e rimase meravigliata per il miracolo che era stato compiuto per lei; tra le braccia aveva il suo primo figlio. "Ricordati però" le disse ancora Maria "che egli é nato da una pietra e morirà a colpi di pietra".
Questo bambino fu chiamato Stefano, divenne discepolo di Gesù e fu il primo ad affrontare il martirio.
La chiesa celebra la sua festa il 26 dicembre, il giorno dopo Natale.
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* Testi a cura del dott. Franco Stanzione e di Domenico Petruzzella.
* Foto a cura del dott. Franco Stanzione.