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QUESTO SITO STA CON IL PAPA

Online da lunedì 29 ottobre 2007 - Visualizzazioni totali

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martedì 23 febbraio 2016

Il "Sabatino" del Capitano della Real Maestranza di Caltanissetta

Come mia consuetudine, da diverso tempo, anche quest'anno sono andato a Caltanissetta il secondo sabato di Quaresima, per partecipare al Sabatino del Capitano, in qualità di Membro Onorario della Real Maestranza.
Per quest'anno il Capitano eletto dalla categoria dei "Falegnami Ebanisti"  è il maestro Calogero Castelli.
Nella Chiesa di Maria SS. della Provvidenza si è tenuto prima un momento di preghiera comunitaria a cui sono state presenti tutte le cariche capitanali delle attuali nove categorie artigiane della Real Maestranza di Caltanissetta. 


Dalla Chiesa di Maria SS. della Provvidenza la Real Maestranza si è trasferita in corteo fino alla Cattedrale, dove si è svolta la celebrazione liturgica.


Al termine, dopo una esibizione di fuochi pirotecnici in piazza, il Capitano Calogero Castelli ha offerto una cena a parenti, amici e soci della Real Maestranza.


Superfluo è rimarcare il ruolo che la Real Maestranza svolge nella città di Caltanissetta, come può evincersi da quanto riportato dalla stampa locale.


* Testo a curea del dott. Francesco Stanzione.
* Foto gentilmente fornite da Gianni Taibi, Gran Cerimoniere della Real Maestranza di Caltanissetta.

mercoledì 17 febbraio 2016

Ruvo di Puglia - La processione della Pietà negli scatti di Cinzia Cantatore

Sul sito La mia Settimana Santa, nella scheda monografica dedicata alla Settimana Santa a Ruvo di Puglia, ho pubblicato il bellissimo 


sulla processione della Pietà, a cura di Cinzia Cantatore.


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Servizio fotografico a cura di  Cinzia Cantatore - Ruvo di Puglia.

venerdì 12 febbraio 2016

Programma Quaresima 2016 della Associazione Culturale Musicale "Francesco Peruzzi Città di Molfetta"

Si riporta la locandina realizzata dalla  Associazione Culturale Musicale "Francesco Peruzzi Città di Molfetta", riportante il

PROGRAMMA QUARESIMA 2016

di tutti i concerti di Marce Funebri che saranno eseguite presso le Chiese della città e durante le processioni della Settimana Santa. 


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Locandina a cura della Associazione Culturale Musicale "Francesco Peruzzi Città di Molfetta".

lunedì 1 febbraio 2016

Quaresima e Settimana Santa a Terlizzi: storia ed iconografia di un rito


Sarà presentato domenica 21 febbraio alle ore 19.00 presso la chiesa del SS. Rosario di Terlizzi il libro di Francesco De Nicolo dal titolo "Quaresima e Settimana Santa a Terlizzi: storia ed iconografia di un rito", edito da Ed. Insieme, 108 pagine, 110 immagini a colori.
 

Lo studio redatto dal dott. Francesco De Nicolo è un prezioso contributo alla storia della Tradizione e della Pietà popolare del nostro Paese e in particolare della Puglia. La ricerca poi si restringe, dopo un raffronto meticoloso con altre tradizioni, agli antichissimi riti terlizzesi indagati sia dal punto di vista storico che da quello artistico, con risultati del tutto interessanti che rilevano notizie e vicende inedite.
I dettami postridentini (1545-1563) costituirono il punto nodale per lo sviluppo di una tradizione rituale giunta fino ai giorni nostri.(Cap. I)
Un “patrimonio culturale immateriale” tramandato da secoli e rimasto impresso nella memoria e nel cuore di tante generazioni, come facente parte del patrimonio genetico di un popolo. La pietà popolare è considerata dal Magistero una realtà viva nella Chiesa e della Chiesa (cfr. Direttorio su Pietà Popolare n. 61). “La trasmissione, quindi, da genitori ai figli, da una generazione all’altra,delle espressioni culturali porta con sé la trasmissione di principi cristiani. In alcuni casi la fusione è talmente profonda che elementi propri della fede cristiana sono diventati elementi integranti dell’identità culturale di un popolo” (n. 66). La pietà popolare con tutte le sue forme alimenta quella vita spirituale e non si esaurisce nella partecipazione alla sola Liturgia. I pii esercizi, i riti, le usanze, le pratiche devozionali e paraliturgiche, i canti, le raffigurazioni artistiche sono non soltanto «espressioni di identità collettiva», ma anche interpretazioni di una fede genuina e profonda.
Allo sviluppo di tutto questo hanno contribuito gli Ordini Religiosi, le Confraternite e le pie Associazioni di fedeli. Il lento sviluppo e il desiderio di rinnovamento portarono nel tempo all’evolversi di alcune pratiche o addirittura alla scomparsa, per essere assorbite o soppiantate da altre. (Cap. II)
Lo studio del dott. De Nicolo, con attenta e puntuale analisi, ripercorre la storia dei riti di una comunità, quella di Terlizzi, con particolare attenzione a quelli che si svolgono durante il tempo liturgico della Quaresima e della Settimana Santa. Riti che si perdono nella memoria, a volte attinti da antichi culti pagani convertiti successivamente in usanze e tradizioni popolari. Periodo intenso quello della Quaresima che aveva tra gli appuntamenti più importanti i Quaresimali e le missioni popolari, la pratica della Via Crucis, le Quarantore, il culto dell’Addolorata. Tutte queste manifestazioni trovavano la loro massima espressione nei riti nella Settimana Santa o Settimana Maggiore o Grande Settimana. Nel III Capitolo l’autore sviluppa l’argomento dell’iconografia del dolore e della Passione ponendola a confronto con i maestosi gruppi scultori, i Pasos, della Settimana Santa spagnola. L’immagine sacra ha una forte valenza educativa inducendo il fedele ad immedesimarsi nella scena raffigurata in particolare quella della Crocifissione.
Vasta è la produzione iconografica che raffigura il tema della Passione. Interessante l’ipotesi avanzata sulla committenza e la paternità dei simulacri dei cinque misteri seicenteschi dei quali solo tre (il Cristo nell’orto, l’Ecce Homo e il Cristo morto) sono ancora esistenti.
Vengono poi presentati insieme a tutti i Misteri che costituiscono l’attuale processione del Venerdì Santo. Non manca il riferimento agli ex voto per grazie ricevute per l’intercessione della Vergine Addolorata e una ricognizione dell’edicole votive disseminate nelle strade aventi come tema la Passione, raffiguranti la Crocifissione, l’Incoronazione di spine o la vergine Addolorata. Attenzione viene posta anche all’erezione dei Calvari a seguito della missione popolare dei Redentoristi (1855-1856).
Il IV Capitolo è dedicato alla musica e ai canti che costituiscono un aspetto delle ritualità liturgiche e paraliturgiche. Vengono riportati antichi testi che si usava cantare durante i riti o le processioni. Uno studio importante per la storia della tradizione e in particolare per quella della città di Terlizzi.
Tale lavoro di ricerca consente di recuperare un aspetto importante della cultura e dell’identità di una civitas, patrimonio culturale da riscoprire e da tramandare alle nuove generazioni. Patrimonio che contiene valori che trascendono il tempo e costituiscono il substrato per la costruzione di un futuro che non può prescindere dal passato, ma che in esso affonda le radici per proiettarsi in avanti e cogliere il novum.
don Michele Amorosini
Direttore dell’Ufficio Diocesano per l’Arte
Sacra e i Beni Culturali

Per info acquisto contattare: denicolo.francesco@yahoo.it

domenica 18 ottobre 2015

18 ottobre 2015 - Processione dei SS. Medici di Bitonto


Sul sito La mia Settimana Santa, nella Galleria Fotografica della sezione dedicata ai SS. Medici di Bitonto, ho pubblicato il 


della processione dei SS. Medici Cosma e Damiano, svoltasi il 18 ottobre 2015.


* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

lunedì 12 ottobre 2015

Molfetta, 11 ottobre 2015 - Processione dei SS. Medici

La processione dei SS. Medici avrebbe dovuto svolgersi , come da tradizione, in mattinata; ha dovuto subire lo spostamento dell'orario di uscita al pomeriggio, a causa di una persistente quanto annunciata pioggia.
Sul sito Il Culto dei SS. Medici Cosma e Damiano in Puglia il reportage fotografico della processione, nella sezione dedicata a Molfetta.



Quest'anno la novità è stata la presenza in processione del reliquiario contenente due frammenti delle braccia dei SS. Cosma e Damiano, appartenenti al Santuario dei SS. Medici di Bitonto.


Un grande ritorno al passato: i fuochi di artificio durante la processione.


* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

domenica 6 settembre 2015

Dante nel 750° anniversario della nascita

A cura del prof. Cosmo Tridente.


Un «profeta di speranza, annunciatore della possibilità del riscatto, della liberazione, del cambiamento profondo di ogni uomo e donna, di tutta l’umanità».
E’quanto papa France­sco ha scritto di Dante Alighieri (1265 - 1321), il 4 maggio u.s., giorno in cui in Italia si sono celebrati so­lennemente i 750 anni dalla nascita del sommo poeta. Nel messaggio inviato al cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Papa Francesco ricor­da l'ammirazione nutrita nei secoli dai Pontefici nei riguar­di dell'Alighieri, «artista di al­tissimo valore universale, che ha ancora tanto da dire e da donare, attraverso le sue opere immortali, a quanti sono desi­derosi di percorrere la via della vera conoscenza, dell'autenti­ca scoperta di sé, del mondo, del senso profondo e trascen­dente dell'esistenza».
Alla vigilia del Giubileo Straordinario della Misericor­dia, che si aprirà l'8 dicembre prossimo, a cinquant’anni dal­la conclusione del Concilio Vaticano II, il Papa auspica vivamente che «le celebra­zioni del 750° anniversario della nascita di Dante, come quelle in preparazione al VII centenario della sua morte nel 2021, possano far sì che la figura dell'Alighieri e la sua opera siano nuovamente com­prese e valorizzate, anche per accompagnarci nel nostro per­corso personale e comunita­rio. La Commedia può essere letta, infatti, come un grande itinerario, anzi come un vero pellegrinaggio, sia personale e interiore, sia comunitario, ec­clesiale, sociale e storico. Essa rappresenta il paradigma di ogni autentico viaggio in cui l'umanità è chiamata a lascia­re quella che Dante definisce «l'aiuola che ci fa tanto feroci» (Paradiso XX, 151) per giungere a una nuova condizione, segnata dall'armonia, dalla pace, dalla felicità. È questo l'orizzonte di ogni autentico umanesimo».
In definitiva, conclude papa Francesco, «onorando Dante Alighieri noi potremo arric­chirci della sua esperienza per attraversare le tante selve oscure ancora disse­minate nella nostra terra e compiere felice­mente il nostro pelle­grinaggio nella storia, per giungere alla méta sognata e desiderata da ogni uomo: "L'a­mor che move il sole e l'altre stelle"» (Par. XXXIII, 145).
Nel mosaico dell'ab­side del Santuario Madonna dell’Olmo di Thiene (Vicenza), retto dai Frati Minori Cappuccini, l'artista Angelo Gatto ha voluto inserire anche la figura di Dante Ali­ghieri che nel XXXIII canto del Paradiso della sua Divina Commedia fa dire a San Bernardo di Chiaravalle (1109-1153)  la bellissima e insuperabile preghiera alla Vergine Maria.
 

San Bernardo è l'ultimo compagno di viaggio (dal XXXI al XIII canto del Paradiso) che vie­ne affidato a Dante nel suo lungo itinerario esistenziale descritto nella Commedia; egli lo conduce di giro in giro ver­so le più alte sfere del Paradiso.
Il mosaico sottolinea con efficacia questo momento, po­nendo Dante non rivolto a chi guarda, come tutti gli altri per­sonaggi raffigurati, ma come a colloquio con la figura seguen­te che è appunto san Bernardo. È Bernardo che mostra a Dan­te di grado in grado le schiere dei beati e prima di introdurlo alla Vergine Maria, lui stesso la prega con le immortali sette terzine della preghiera a lei de­dicata e che riporto qui di seguito:

Canto XXXI II del Paradiso (1-21)

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che '1 suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se'a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra' mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disianza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
 in te magnificenza, in te s'aduna
 quantunque in creatura è di bontate».


La Madonna è qui presentata in tutta la sua umanità di madre, mamma di Gesù, ma anche nostra. In quanto tale, Maria non può non soccorrere tutti i suoi figli, non solo quelli che chiedono la sua intercessione, ma anche quelli che, orgogliosi o non riconoscenti o ancora convinti che nessuno possa aiutarli, a Lei non ricorrono.

*Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto tratte dal web.