- - - - - - - - HOME I SITO I FORUM I FACEBOOK I GUESTBOOK I LINKS I CONTATTI

QUESTO SITO STA CON IL PAPA

Online da lunedì 29 ottobre 2007 - Visualizzazioni totali

- - - - - - - - - - - - -

______________________________________________________________________

martedì 6 novembre 2007

Venerdì Santo a Murcia (Spagna) - 1^ parte

REAL Y MUY ILUSTRE COFRADIA DE NUESTRO PADRE JESUS NAZARENO
http://www.cofradiadejesus.com/inicioCofradia.htm

La Confraternita fu istituita nel 1600 e in quello stesso anno si dotò della Sacra Immagine del suo Titolare Nuestro Padre Jesùs Nazareno, opera dello scultore don Juan Aguileira, rappresentato da Gesù Cristo che porta la croce (quello che a Molfetta chiamiamo "il Calvario").
Ha sede presso la omonima chiesa, la Iglesia de Jesùs Nazareno.
La processione della Settimana Santa quindi, inizialmente comprendeva solo quella statua; in seguito la Confraternita, in un arco temporale che va dal 1752 al 1777, commissionò a Francisco Salzillo (http://es.wikipedia.org/wiki/Francisco_Salzillo), scultore murciano, ben altre otto Immagini, giungendo così a formare una serie di nove statue, tutte ancora oggi portate in processione.
La processione è la più importante del Venerdì Santo e, per Statuto, deve uscire necessariamente alle ore 07,00 ora solare; ciò significa che quando è in vigore l' ora legale, la stessa esce alle ore 08,00.





























La Iglesia de Jesùs Nazareno

http://www.regmurcia.com/servlet/s.Sl?sit=c,522,m,162,&r=CeAP-5277-R_318_DETALLE_REPORTAJES

****

LA PROCESSIONE

Il suono delle "bucinas" fa da apetura della processione

Seguono i gruppi, nove in tutto. Essi verranno descritti in ordine di uscita.

1) La Cena

Il primo gruppo in processione è quello dell' Ultima Cena. Come si vede è il più grande e consiste effettivamente di tredici statue (Gesù e i dodici Apostoli seduti intorno ad una tavola riccamente imbandita, al contrario di quella che dovette essere nella realtà l' ultima cena del Vangelo). Il gruppo fu realizzato nel 1763, pesa 1.168 chili ed è portato a spalla da 28 confratelli.







































2) La Oracìon en el huerto
.
La orazione nell' orto del Getsemani fu realizzata nel 1754 e pesa 1.119 chili; è portata in processione da 28 confratelli.























3) El Prendimiento
.
Questo gruppo rappresenta il momento nel quale Gesù fu catturato. Nella scena si vedono Giuda che, avvicinato Gesù, lo bacia indicandolo come colui che deve essere arrestato, e San Pietro nel gesto di tagliare con la spada l' orecchio al soldato Malco.







































4) Los Azotes
.
La Flagellazione è il quarto gruppo che va in processione. Realizzato nel 1777, pesa 650 chili ed è portato da 24 confratelli.























* Nota: la marcia funebre che si ascolta è la "Jone"

5) La Veronica
.
La Veronica, colei che asciugò il sudore e il sangue del volto di Cristo con un panno su cui ne rimase la impronta. Realizzata nel 1755, pesa 250 chili ed è portata da 16 confratelli.
.






































6) La Caìda

Questo "paso" rappresenta una delle tre cadute di Gesù mentre andava al Calvario. Fu realizzato nel 1752 (il primo della serie del Salzillo), pesa 800 chili ed è portato da 26 confratelli.
.




































.

7) Jesùs Nazareno

E' questa praticamente la statua del titolare della Confraternita; è anche la più antica, in quanto come già detto, risalente al 1600. Pesa 353 chili ed è portata da 22 confratelli.

























8) San Juan
.
Questa statua dell' apostolo Giovanni è stata realizzata nel 1756, pesa 300 chili ed è portata da 18 confratelli.



















9) La Dolorosa

La Dolorosa del Salzillo è già stata ampiamente descritta in un post precedente, ma per completezza è necessario menzionarla nuovamente. Essa è stata realizzata nel 1755 e viene portata in processione da 18 confratelli.




















.

* I testi sono di Franco Stanzione e le foto ed i filmati sono tutti tratti dal web.

domenica 4 novembre 2007

Una "Dolorosa" di Màlaga il cui volto sembra opera di Giulio Cozzoli

.


Girovagando per i siti sulla Settimana Santa di Màlaga (http://www.lamiradacofrade.net/malaga.htm), mi sono imbattuto in un' altra "Dolorosa" degna di segnalazione per la grande bellezza artistica ed espressiva.
Si tratta della Sacra Immagine di N.tra S.ra de los Desamparados, della omonima Confraternita, la Hermandad de los Desamparados.
.



Quello che di questa "Dolorosa" mi ha colpito non è stato tanto l' eccezionale tratto artistico del volto, degli occhi gonfi di pianto, delle palpebre arrossate, quanto soprattutto i lineamenti riconducibili ad un' opera che avrebbe potuto essere benissimo attribuita al nostro grande scultore molfettese Giulio Cozzoli, autore delle Statue della Arciconfraternita della Morte.























































Cosa dire di questo volto rigato da lacrime che paiono così vere, di questo naso arrossato per il pianto, che ricordano tanto il volto della nostra Santa Maria Maddalena?



.

E i tratti della bocca, non ricordano per caso quella della nostra Addolorata?

Quasi a confermare ulteriormente la mia tesi della verosimiglianza di questa "Dolorosa" con i lineamenti delle nostre Statue, si vedano le due foto qui sotto:


.

Questi occhi, questo rossore, queste lacrime, non sono quelli anche delle nostre Santa Maria Salomè o Santa Maria Cleofe?

Ed ancora ... questo volto non è, come in tutte le opere di Giulio Cozzoli, molto più somigliante ad una persona reale, ad una di quelle tante persone che sono tra noi, anzichè corrispondere alla classica iconografia delle Madonne dal volto più, mi si permetta, da bambola stupefatta?

E' un dato oggettivo o questa mia riflessione scaturisce dal fatto che quelle benedette Statue del Purgatorio me le vedo avanti agli occhi in tutti i momenti della mia vita?

* I testi sono di Franco Stanzione.
* Tutte le foto di questo post sono tratte dal web:

http://www.lamiradacofrade.net/

sabato 3 novembre 2007

La Chiesa del Purgatorio a Molfetta - 2^ parte

21 LUGLIO 2005
VIGILIA DEL TRASFERIMENTO DELLE STATUE DAL PURGATORIO ALLA CATTEDRALE


Continua l' excursus sulle vicende della Chiesa del Purgatorio, con le immagini di come appariva alla vigilia del trasferimento delle Statue in Cattedrale, causa l' imminente inizio dei lavori di restauro.
Una atmosfera di euforica tristezza aleggiava per la chiesa durante lo spostamento delle Statue dalle nicchie, per metterle sulle basi. Questa volta però, non sarebbero uscite in processione con la prospettiva di rientrare dopo dieci ore, ma dopo due lunghissimi anni.
Ciò accadeva per la prima volta nella loro lunga storia; mai prima d' ora le Statue erano state fuori dalla loro "casa".



Così appariva la Chiesa del Purgatorio nel primo pomeriggio del 21 luglio 2005, prima di togliere le statue dalle nicchie. I banchi erano già stati portati giorni prima presso la Parrocchia Madonna della Pace, grazie alla cortesia del parroco don Mimmo Amato, nostro confratello.


Ecco le ultime foto esistenti di come appariva la stanza delle statue prima della ristrutturazione.


Io con il gallo di S. Pietro



















Io con la mia Amministrazione



















Mia madre accanto alla
Addolorata


Le statue nella cappella di S. Gaetano, in attesa di essere trasferite in Cattedrale il giorno dopo.

Io e le mie carissime "Statue del Purgatorio", in un momento in cui già sto considerando quanto lungo dovrà essere il periodo in cui staranno fuori dalla loro chiesa.


Una foto indimenticabile con il confratello più anziano della Arciconfraternita della Morte (100 anni nel 2008): Nicola Natalicchio, già Priore nel triennio 1980/82 ed artefice delle Croci delle due Madonne, oltre che delle basi, delle stanghe, delle forcelle e dei fanali di tutte le Statue.

In compagnia del mio carissimo amico Sergio De Ceglia, il più vicino ideologicamente al mio modo di concepire la Settimana Santa.
.
* I testi sono di Franco Stanzione, così come le foto, scattate tutte nella giornata del 21 luglio 2005.

giovedì 1 novembre 2007

La Dolorosa del Salzillo - Murcia (Spagna)

La mia passione per i riti della Settimana Santa non si limita solo a quelli di Molfetta, in quanto sono molto affascinato da tutto quanto riguarda le tradizioni popolari che fanno da corona in tutto il mondo alla commemorazione della Passione e Morte di Gesù Cristo.
Certamente, andando fuori dei patri confini, non potevo non essere attratto dalle processioni della "Semana Santa " Spagnola la cui culla può essere ritenuta a pieno titolo l' Andalucia.
In questa regione si svolgono ogni giorno, dalla "Domingo de Ramos" (le Palme) al "Sabado Santo" tantissime processioni in ogni città; le più famose sono quelle di Sevilla, Còrdoba, Màlaga, Càdiz, Granada, Huelva, Jaèn, Almerìa.
Le Sacre Immagini portate in processione sono sempre di grande pregio artistico, ma vi è una città in particolare, che mi ha più di ogni altra interessato: Murcia.
Qui, durante il Venerdì Santo, vengono portate in processione le famose "imagines" del Salzillo, uno scultore spagnolo di origini italiane, e tra queste, a motivo probabilmente della mia grandissima devozione a Maria S.S. Addolorata, quella che mi ha colpito maggiormente è quella della "Dolorosa".
Di seguito fornisco una breve biografia del Salzillo ed una descrizione della "Dolorosa".
.
Biografia di Francisco Salzillo

Ritratto di Francisco Salzillo

Lo scultore spagnolo Francisco Antonio Josè Salzillo nasce a Murcia nel 1707 da padre italiano (don Nicolàs Salzillo y Gallo) e da madre Murciana (dona Isabel Alcaràz Gòmez).

Frequentò giovanissimo il collegio di S. Esteban gestito dai padri Gesuiti, dove studiò arte, filosofia e matematica; al termine del suo primo ciclo di studi, a motivo della sua formazione religiosa, entrò come novizio in un convento dei Domenicani, dove avrebbe preso sicuramente i voti se non fosse prematuramente intervenuta la morte del padre Nicolàs, che lo richiamò a doversi occupare della sua famiglia.

Nel 1746 si sposa con dona Juana Vallejos Martínez, dalla quale ha nel 1753, dopo sette anni di matrimonio una figlia, María Fulgencia; perde la sua adorata moglie nel 1763.

Il 2 marzo 1783 muore e viene sepolto, in abiti francescani, presso il Convento dei Cappuccini in Murcia.

Fu autore di una copiosa produzioni di sculture religiose in legno, delle quali moltissime processionali e le sue opere sono maggiormente distribuite tra le province di Murcia, Alicante, Albacete e Almería.

http://es.wikipedia.org/wiki/Francisco_Salzillo

http://www.salzillo.com/

http://www.museosalzillo.es/salzillo.html

La "Dolorosa"

La Dolorosa sulla base processionale in chiesa


La "Dolorosa" è una delle poche opere del Salzillo rappresentante una immagine vestita, essendo in legno solo il volto e le mani, supportate internamente da un manichino: infatti la stragrande maggioranza della copiosa produzione del Salzillo consiste di statue in tutto legno.
Questa è, a mio modesto parere, la più bella immagine della Virgo Dolorosa esistente al mondo, per la grandissima bellezza dei lineamenti del volto e per la sublime espressione di rassegnato dolore.
Penso che ulteriori commenti da parte mia rovinerebbero la visione delle foto seguenti, che più che viste , vanno secondo me ammirate e contemplate per l' arte sublime che da esse traspare.
.

Particolare del volto della Dolorosa















Varie espressioni della Dolorosa di Francisco Salzillo


La "Dolorosa" viene portata in processione il Venerdì Santo, insieme ad altri otto "pasos" dei quali sette sono opera del Salzillo, partendo dalla Iglesia de Jesùs; organizzatrice è la Cofradìa de Nuestro Padre Jesùs Nazareno, costituita in Murcia nel 1600, anno di approvazione dello Statuto. www.cofradiadejesus.com/inicioCofradia.htm

La Dolorosa in chiesa prima dell' uscita della processione

La Dolorosa in processione




















Due dei quattro angioletti posti ai quattro angoli della base della Dolorosa

.

I quattro angioletti posti ai quattro angoli della base della Dolorosa

La Dolorosa" ha ben cinque diversi abiti che vengono cambiati nelle diverse occasioni in cui viene portata in processione e durante le solenni esposizioni in chiesa. Sono indubbiamente bellissimi, anche se differiscono in maniera notevole dagli abiti delle nostre Addolorate "italiane" a cui siamo abituati. E comunque, tra le Dolorose spagnole, è una di quelle che ha gli abiti più semplici rispetto, ad esempio, a quelle Sivigliane e di Malaga.






La Dolorosa ritratta con tutti i suoi cinque diversi abiti

.

A completamento, propongo un breve filmato della "Dolorosa" in processione. Da notare la grande diversità dai nostri, degli abiti confraternali e dei portatori della Sacra Immagine. Buona visione.



Breve filmato della Dolorosa in processione

Clicca sul triangolino
.
* Tutte le foto, i testi da me tradotti dallo spagnolo ed il filmato, sono tratti dal web.