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QUESTO SITO STA CON IL PAPA

Online da lunedì 29 ottobre 2007 - Visualizzazioni totali

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lunedì 3 dicembre 2007

La Via Crucis del Circolo Amici della Tradizione

Nel dicembre 1974 nasceva il Circolo Amici della Tradizione per opera di otto appassionati dei Riti della nostra Settimana Santa Molfettese: Giovanni De Candia, Gianni Candida, Pierino Pansini, Maurizio Scardigno, Mauro Massari, Gennaro Gadaleta, Michele Pansini ed io, Franco Stanzione, che ero anche il più piccolo.
Sono stati quelli gli anni più brutti per le sorti delle nostre care processioni della Settimana Santa, per cui questi otto amici decisero di riunire le forze per cercare di porre un argine al dilagare di brutte iniziative che tendevano a deturparle e a svilirle del loro misticismo.
E' ovvio che certe iniziative (ma allora non lo sapevamo), non partivano dall' Autorità Religiosa, ma sempre da qualcuno all' interno dell' Arciconfraternita di S. Stefano (in misura maggiore) e della Morte (in misura minore).
Si decise quindi di far fronte comune per combattere le storture dall' interno, essendo tutti confratelli di entrambe le Congreghe.


Il Circolo Amici della Tradizione

Il Circolo trovò una piccola sede al civico 85 di Via Dante Alighieri, una stanza stretta e lunga, con le pareti da cui trasudava una umidità incredibile, essendo di fronte al Porto, ma per un bel po' di tempo assolse degnamente al suo scopo.
E sempre a proposito di scopi, ce ne prefiggemmo uno in particolare: riportare l' uscita di Cristo Morto alle ore 4,00 del Venerdì Santo, come prima del Novus Ordo del 1955.

E fu così che ci inventammo la Via Crucis del Circolo Amici della Tradizione che vide la sua prima edizione il mattino del Venerdì Santo del 1975, con partenza dalla Chiesa di S. Stefano allo stesso orario dell' uscita di una volta: le ore 4,00 del mattino.
Eravamo solo dieci persone, così come si vede da queste foto di mia proprietà scattate con la mia macchina fotografica: in più c'erano il compianto amico Dino Regina e la mitica ed inossidabile "Tanella", una signorina che abitava a Molfetta Vecchia.

Alle 4,00, davanti a S. Stefano, secondo sua consuetudine sin dalla prima volta che Cristo Morto non uscì più di notte, Giovanni De Candia appose per terra sei lumini a formare i sei lumi della bara del Cristo.
Mi vengono le lacrime a ripensare a quei momenti così suggestivi.
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Dopo aver svolto il pio esercizio della Via Crucis per le vie di Molfetta Vecchia avvolte nel buio e nel silenzio (allora non c' era lo schifo che c' è ora di notte per strada ad opera dei ragazzacci), la comitiva si concesse una "Venezien" (cioccolata calda) al bar Italia, secondo la vecchia tradizione.




Mai allora avremmo pensato che per davvero saremmo riusciti a riavere la processione così come si svolge ora alle 4,00 del mattino del Venerdì Santo ... potenza della "fede"!!!

* Testo e foto di Franco Stanzione.

sabato 1 dicembre 2007

La processione dei Misteri del Venerdì Santo nelle vecchie foto di Franco Stanzione. 1975 - 2^ parte

L' interno della Chiesa di S. Stefano poco prima della processione dei Misteri.
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Ancora propongo alcune foto da me scattate nel 1975 all' interno di S. Stefano, prima dell' uscita della processione dei Misteri. Appoggiate al muro si vedono la Croce, i Fanali e le Stanghe con i Forcelli delle altre Confraternite che portano Cristo all' Orto, Cristo alla Colonna, Cristo alla Canna ed il Calvario; infatti l' Arciconfraternita di S. Stefano non ha proprie stanghe da mettere sotto le basi delle Statue ed a ciò provvedono le rispettive Confraternite invitate.

Si notino le stanghe del Calvario, a destra, che furono fatte nuove proprio nel 1975 e dipinte con lo stesso motivo delle stanghe di Cristo Morto; questa cosa durò un solo anno, perchè già l' anno successivo le stanghe del Calvario furono riportate al colore tutto rosso di sempre.


Vicino alla porticina secondaria vengono sistemate l' Asta (il baldacchino) ed il Paliotto, piccolino e molto più bello, secondo me, di quello attuale che è troppo ingombrante come misura.


La processione che dopo il Novus Ordo usciva alle 15,30, nel 1975 usciva invece alle 14,30 in quanto in quegli anni si compiva uno dei tanti scempi a carico dell' Arciconfraternita di S. Stefano: l' entrata in Cattedrale per la Funzione dell' Adorazione della Croce.

Anni da dimenticare, perchè la processione all' uscita, anzichè entrare in Molfetta Vecchia attraverso l' "Arco della Terra", andava direttamente in Cattedrale nella quale entrava con tutte le Statue e ne riusciva dopo un' ora e mezza, interrompendo di fatto e mortificando tutta l' atmosfera che le è propria.

Comunque già mezzora prima la Chiesa inizia a riempirsi di confratelli. I primi ad arrivare sono sempre i più giovani tra cui, al centro nella foto sottostante, ne vediamo uno che mi sembra di riconoscere !!! ... e te pareva che non fosse lui, il mio attuale Secondo Componente della Morte a 14 anni !!!


Le Statue sono quindi già sulle stanghe e tutto è pronto per l' uscita.

Si noti dietro il Cristo Morto il vecchio assetto dell' altare dell' Addolorata, anche questo senz' altro meglio dell' attuale.



Se penso a cosa era allora l' Arciconfraternita di S. Stefano e cosa è adesso, con l' avvenuto ingresso indiscriminato di gente che di S. Stefano ne fa solo un fiore all' occhiello senza avere un vero sentimento religioso, mi viene lo sconforto !!!
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* Testo e foto di Franco Stanzione.

domenica 25 novembre 2007

La processione del Sabato Santo nelle vecchie foto di Franco Stanzione. 1973 - 1^ parte

Presento oggi le foto da me scattate nel 1973 durante una uscita della processione del Sabato Santo.
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Senza voler assurgere a ruolo di critico estetico ... Se notate la foto immediatamente qui sotto non si può non rilevare quanto più bello sia il paliotto della Morte, portato tutto attorcigliato, alla stessa maniera di come io ho ripreso a farlo portare da quando sono Priore dell' Arciconfraternita.
E' questo il modo tradizionale con cui si è sempre portato in processione il paliotto dell' Arciconfraternita della Morte.











Da notare ancora l' onnipresente "Vardino", il vecchio sacrestano della Chiesa del Purgatorio, che aiutava i portatori delle altre confraternite ad uscire le Statue. "Vardino" è una delle figure che mi sono più care nei miei ricordi di confratello della Morte. Aveva un certo "caratterino" ma era una poesia vederlo all' opera con addosso quel camice nero ... aggiungo non lavato da chissà quanto tempo.
Io ero molto amico di "Vardino" ed ogni tanto andavo a trovarlo nella sua stanza che era di fianco alla Chiesa, dove ora c' è la Segreteria dell' Arciconfraternita della Morte.
Poi fu vigliaccamente, nel vero senso della parola, cacciato da una persona che non mi va di nominare e cominciò lui a venire a trovare me nel mio locale dove attualmente ho il Pesca Club di cui sono il presidente.
... E non vi dico quali potevano essere i nostri discorsi ...









* Testo e foto di Franco Stanzione.

sabato 24 novembre 2007

La processione dei Misteri del Venerdì Santo nelle vecchie foto di Franco Stanzione. Anni 1967/68/69 1^ parte

Le foto che oggi pongo all' attenzione di quanti visitano questo mio blog sono state tutte da me scattate negli anni 1967/69.
Non avevo nemmeno 12 anni quando mi "misi addosso" a papà mio, nel vero senso della parola, per farmi comprare una macchina fotografica all' unico scopo di fare fotografie alle processioni della Settimana Santa.
E fu così che papà, la sera del Giovedì Santo 1967 mi portò da Foto Sergio, uno studio fotografico al Corso Umberto, grosso modo dove ora c'è il negozio di Mauro Panunzio, e mi comprò una Kodak 25, piccola macchina fotografica in plastica con cui si potevano fare foto solo di forma quadrata.
Inutile dire che quella piccola macchina fotografica, che costò settemilacinquecento lire, gli attuali tre euro e venticinque centesimi circa, era per me un tesoro dal valore inestimabile.
La prima foto in assoluto, da me scattata nella mia vita, è proprio quella sottostante dell' uscita dei Misteri visti dalla "muraglia" e che porta appunto la data del 1967.
Invito quindi a visionarle tutte con attenzione, perchè alla fine riporterò alcune mie annotazioni.














Le mie considerazioni
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1) Iniziamo dalla seconda foto, dove si vede Cristo all' Orto all' uscita da S. Stefano; l' alberello di ulivo è bellissimo, piccolino e snello, e fa chiaramente vedere anche l' Angelo che offre l' amaro calice a Gesù. Ora invece l' albero lo si compone con tante frasche ammassate e fitte fitte tra loro, in maniera innaturale e che appesantisce ancor più la statua da portare in processione, nascondendo quasi del tutto l' Angelo.
Questo accade perchè nessuno controlla quello che fanno i confratelli dell' Assunta quando legano le frasche di olivo all' albero...
... oppure o non ha interesse a che le cose si facciano bene dal punto di vista estetico, oppure non ha nemmeno senso estetico nelle cose.
2) Si vede, nella foto in cui ci sono la croce, i Fanali ed il Paliotto, in apertura della processione mentre è davanti alla Cattedrale, che i portatori di questi simboli non sono mica tanti come ora, da costituire quasi un' altra fila di confratelli (io da quando sono Priore alla Morte, l' assembramento degli ultimi anni l' ho eliminato).
Non solo, ma anche l' età dei portatori non è certo da asilo di infanzia come accaduto anche fino a prima di me alla Morte (io non accetto domande di bambini sotto i dieci anni).
Considerazione: che poi ... molti di questi bambini sono anche costretti a portare quei simboli per soddisfare "il priscio" del papà confratello, che deve andare anche appresso appresso a lui facendo il "bacchettone" ed ingombrando inutilmente un posto dove lui che è grande non dovrebbe stare !!!
3) Terza ed ultima riflessione: avete visto quanti meno confratelli seguono la processione?
... e la processione usciva il pomeriggio.
Ora che esce al mattino presto, avete visto quanti più confratelli anche delle altre confraternite intervengono alla processione?
Chi vuole tragga la logica conseguenza da quello che ho detto.

* Testo e foto di Franco Stanzione.

giovedì 22 novembre 2007

Omaggio a Giulio Cozzoli - 4^ parte


SI SCRIVE DI NOI SUL WEB
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Mi è gradito riportare quanto pubblicato da due testate online di Molfetta a riguardo della manifestazione organizzata dall' Arciconfraternita della Morte per commemorare Giulio Cozzoli.

Da "Quindici Online" del 21 novembre 2007



Da "MolfettaLive" del 21 settembre 2007



Sempre più spesso i "Media" locali si interessano a quanto succede in questa Arciconfraternita: con un po' di narcisismo ritengo che un pochino di merito sia attribuibile al mio attivismo nel cercare di promuovere "la Morte" sia sotto l' aspetto religioso che culturale ... o no?
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* Testo di Franco Stanzione e articoli tratti dal web.

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mercoledì 21 novembre 2007

La Chiesa del Purgatorio a Molfetta - 5^ parte

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"La Chiesa durante i lavori"

I lavori per il restauro della Chiesa del Purgatorio iniziarono nel mese di Settembre 2005 con l' innalzamento di una impalcatura che occupava tutta l' area dell' edificio. Questa situazione è andata avanti per un anno e qualche mese, fino ad arrivare al 2007.
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Agli inizi del corrente anno 2007 la facciata della Chiesa del Purgatorio appariva così.
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Appena entrati si poteva vedere sulla destra quella che era stata la tomba del fondatore della chiesa, don Vespasiano Volpicella.

Ecco come apparivano l' interno della chiesa ...


... e la stanza delle Statue.
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In seguito fu fatta la colata di cemento che sarebbe servita da base per il pavimento.


Fu lasciata l' apertura corrispondente alla tomba della famiglia Lioy, un tempo proprietaria della chiesa ...

... e successivamente fu messo in opera l' impianto elettrico sotto traccia.

Alla fine rimase da lavorare solo alla zona del Presbiterio.

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Una volta rimesso il pavimento originario, fu innalzata nuovamente una impalcatura per poter dare gli ultimi ritocchi alla volta.


* Il testo è di Franco Stanzione.
* Le foto provengono dall' Archivio personale di Franco Stanzione.