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mercoledì 31 marzo 2010
I Sepolcri fatti in casa
La leggenda del salice
Gesù saliva verso il Calvario, portando sulle spalle piagate la croce pesante. Sangue e sudore scendevano a rigare il volto santo coronato di spine.Vicino a lui camminava la Madre, insieme ad altre pie donne.
Gli uccellini, al passaggio della triste processione, si rifugiavano, impauriti, tra i rami degli alberi.
Ad un tratto, Gesù stramazzò al suolo.
Due soldatacci, armati di frusta, si precipitarono su di Lui, allontanando la Madre, che tentava di rialzarlo “Su muoviti! E tu, donna, stattene da parte”.
Gesù tentò di rialzarsi, ma la croce troppo pesante glielo impedì. Era caduto ai piedi di un salice…
Quando Gesù riprese il faticoso cammino, l’ albero rimase coi rami pendenti verso terra: perciò fu chiamato «Salice Piangente».
Tratto da: “La Nostra Voce” n.23-24 del 28 marzo 2010
martedì 30 marzo 2010
Inserite nel sito 52 Marce Funebri di Siviglia
Ho inserito nel sito La mia Settimana Santa ben 52 Marce Funebri che si eseguono a Siviglia durante la "Semana Santa".
Colui che le ascolterà noterà subito che sono molto diverse da quelle a cui siamo abituati noi italiani, soprattutto al Sud, ma ciò non deve meravigliare; ogni popolo ha le sue consuetudini ed un proprio particolare gusto che può essere anche in contrasto col nostro.
C' è solo, ascoltandole, da rendere onore ad una terra, la Spagna, meglio ancora l' Andalucia, con la quale, soprattutto noi meridionali, condividiamo molto del patrimonio religioso e culturale relativo ai riti della Settimana Santa.
Raccomando e consiglio comunque di ascoltare bene la prima di esse: "Procesion de Semana Santa en Sevilla" ... è bellissima ed è la mia preferita ... un po' come lo "Sventurato" tra quelle molfettesi.
* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto tratte dal web.
Il Mercoledì Santo della Real Maestranza a Caltanissetta
Nel 1806, Ferdinando IV di Borbone, impressionato dall'imponenza di questo corteo, concesse alla Maestranza il titolo di "Reale". Il personaggio principale di tutta la manifestazione è il Capitano che viene eletto ogni anno tra i rappresentanti delle categorie artigiane.Capitano della Real Maestranza 2009 è stato designato Giuseppe Giordano del ceto dei fabbri; Capitano della Pasqua 2010 sarà Angelo Amico dei panificatori.
Il Capitano si veste secondo la tradizione settecentesca: marsina e feluca con piuma nera e coccarda tricolore, fascia tricolore con lo stemma della Repubblica Italiana alla cintura e spadino con l'elsa dorata. La mattina del Mercoledì Santo, intorno alle 9, i rappresentanti delle dieci corporazioni della città, in abito nero, e una banda musicale, accompagnano in corteo il Capitano dalla sua abitazione fino all'ingresso del Palazzo comunale dove il sindaco gli consegna la "chiave della città".
Il corteo, coadiuvato dai Cerimonieri che si adoperano per mantenere l'immagine e la compostezza della provenienza di antica milizia, si dirige poi verso l'atrio della biblioteca comunale. Da qui, intorno alle 11:15, ha inizio la solenne processione eucaristica. Il Capitano indossa calze di seta, guanti e cravatta neri e porta mestamente in braccio un grande crocifisso velato di nero. Il Capitano si fa carico della colpa e del peccato di tutti.


Il Capitano, in quanto rappresentante del popolo, riceve il perdono e annuncia la liberazione dell'uomo dal peccato; le calze, la cravatta e i guanti neri vengono allora sostituiti con quelli bianchi. Le bandiere delle corporazioni, liberati dai nastri oscuri, si dispiegano a festa!
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A mezzogiorno, la Real Maestranza esce dalla Cattedrale in solenne processione, accompagnando il Santissimo portato dal vescovo in uno splendido ostensorio d'oro. La marcia della banda musicale trasmette allegria e felicità, le campane e i mortaretti suonano e sparano a festa.
Riferimenti sul sito La mia Settimana Santa.
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La Settimana Santa a Molfetta
domenica 28 marzo 2010
Domenica della Palme a Caltanissetta - La Festa di Gesù Nazareno
L'animazione tipica della festa nel tardo pomeriggio è data dalla processione di Gesù Nazareno, un corteo curioso; la secolare statua di Gesù Nazareno infatti, non viene condotta in processione a spalla o trainata su un semplice carrello, bensì viene condotta per le principali vie del centro su di una colorata barca di fiori, in dialetto siciliano chiamata "l'abbarcu" (dal nome locale del fiore principalmente impiegato in questa realizzazione).
È con questa festa che a Caltanissetta si vuole rievocare l'entrata di Gesù a Gerusalemme.
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La processione
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Quella della Domenica delle Palme è una processione molto suggestiva e festosa, un arcobaleno di mille fiori e di mille luci che, come per incanto, rivestono ogni anno le vie del Centro Storico, dopo essere stato un anno in attesa di questo evento.
Nei giorni che precedono la domenica delle palme, numerosi contadini vanno a raccogliere nei campi fiori tipici di questo periodo: le mimose, le margherite, i ciclamini, le gerbere, semplici fiori di campo e appunto l'abbarcu.
Sin dalle prime ore del mattino, gli organizzatori della processione intrecciano a uno ad uno, come in un mosaico, tutti questi fiori, fino a formare una barca su cui si porterà in processione la bellissima statua, dai nisseni chiamata "Gesù Nazareno", che ha le vesti di stoffa e numerosi ex voto, segno dei tanti devoti.
Il lunghissimo procedimento dell'allestimento della barca termina nel pomeriggio.
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Al tramonto Gesù Nazareno, sulla sua bellissima imbarcazione, esce con difficoltà dal piccolo e basso portone del cortile della biblioteca comunale. Con questo passaggio è come se, oltrepassando quel portone, si voglia rievocare l'entrata di Gesù attraverso le porte della città di Gerusalemme.
Un potente mortaretto viene acceso e sparato in aria, annunciando ai presenti l'inizio della processione.
Da quel portone Gesù Nazareno scende in modo imponente la discesa che porta alla biblioteca, e, in mezzo a una devota folla festante, percorrerà le principali vie del centro storico. Il corteo viene accompagnato dalle due bande musicali cittadine e dai bambini che con palme e rami d'ulivo aprono la via al simulacro; partecipano anche alla processione, in rigoroso abito, i componenti della confraternita organizzatrice della processione, con in mano i "bilannuna" (grossi ceri).
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In tarda serata il simulacro, dopo aver percorso le vie del centro storico, arriva alla chiesa di Sant'Agata, e in maniera imponente e straordinaria l'abbarcu viene portato a spalla sin dentro la chiesa.
È uno spettacolo di elevatissimo valore mistico, bellissima la sua ascesa per le scale ripide che portano alla chiesa.
Poco prima di entrare completamente e sparire alla vista dei fedeli, un meraviglioso spettacolo di fuochi d'artificio attira lo sguardo della folla, mentre il rimbombo della tradizionale "maschiata" fa sussultare il cuore dei devoti che salutano Gesù Nazareno con un caldo applauso.
Si conclude in questa maniera, così grandiosa e particolare, la prima giornata della settimana santa a Caltanissetta.
La processione della Domenica delle Palme è stata voluta diversi secoli fa dai contadini che, rimasti fuori dalle processioni della Settimana Santa, vollero fortemente una processione da protagonisti.
Un tempo però, la processione della Domenica delle Palme si svolgeva in maniera completamente diversa rispetto a come avviene oggi.
Infatti, nel primo pomeriggio veniva portato in processione un sepolcro costruito con fiori intrecciati, detto "u sipulcru di sciuri", con all'interno Gesù morto; i fiori volevano proprio testimoniare il prezioso lavoro di quei contadini che con tanta cura li avevano coltivati.
Solo successivamente, intorno all'anno 1870, il barone Vincenzo Di Figlia di Granara, fece notare che era ingiusto far vedere Gesù morto proprio il giorno in cui gloriosamente entrava a Gerusalemme; così, grazie all'incoraggiamento del barone, venne commissionata ad un ignoto artigiano locale l'attuale statua che per un solo anno si portò in processione, semplicemente addobbata con i fiori.
Ma l' idea iniziale venne a cadere; la sola statua non permetteva più la presenza traboccante dei fiori, segno dei contadini, e così si pensò di mettere Gesù in groppa ad un asino di fiori, ma l'idea, essendo abbastanza buffa, non fu nemmeno attuata.
Così si decise di portare in processione Gesù in una barca di fiori, proprio perché Lui è stato da sempre un pescatore: il Pescatore di Anime.
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* Testo tratto da "I Riti della Settimana Santa a Caltanissetta" di Francesco Miceli.
* Foto di Salvatore Iacona.
* Per gli approfondimenti vedi sul sito La mia Settimana Santa.
La Domenica delle Palme in S. Stefano
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